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Recensioni | Pubblicato il 17 aprile 2015

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Fabrizio Modonese Palumbo

Doropea

Genere: Sperimentale

Anno: 2015

Casa Discografica: Old Bicycle Records

Servizio di:

A pochi mesi dall’ultimo lavoro The Sickness Bag con lo pseudonimo (r)Fabrizio Modonese Palumbo ritorna con un nuovo lavoro a suo nome. L’artista torinese (parte di progetti come Larsen, Blind Cave Salamander e Almagest!) pubblicherà un nuovo album intitolato Doropea che uscirà ufficialmente il 24 Aprile via Old Bicycle Records.

Il disco, suddiviso in due capitoli, risulta quella forma di racconto che caratterizza la nostra scena elettroacustica e sperimentale ricca di talenti mai troppo esaltati. L’artista racconta così l’ispirazione del disco: “Io ed il mio compagno abitiamo a due passi da Piazza CLN a Torino, città nella quale sono nato e (parzialmente) cresciuto.La piazza è dominata dalle due fontane rappresentanti i fiumi che attraversano Torino, il Po e la Dora, ed è notoriamente la sede di alcuni cruciali avvenimenti del “Profondo Rosso” di Dario Argento, durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale fu invece drammaticamente nota per ospitare il comando della Gestapo.

Doropea è un opera omaggio alla “mia” città, alla sua atmosfera, al suo essere confine Europeo, all’essere casa ad ogni ritorno del mio incessante movimento, al suo avermi fino ad ora contenuto e protetto tra le Alpi e la collina e quei due fiumi il cui scorrere sottende al suono di Doropea

La narrazione di un luogo, quando le parole non sono previste nella forma di linguaggio, diventa probabilmente la forma più efficace per raccontare ciò che ha rappresentato per la storia di una o più persone e allo stesso tempo del presente, su come sia stato (ed è) posto dalle varie sfumature in cui ricercare sicurezze dopo ogni ripartenza.

Il primo capitolo “Doropea A” parte da una visione silenziosa, con una linea ambient leggermente distorta e sorvolata da estemporanei tocchi di pianoforte (che riaffiorano successivamente); il suono cresce in una dualità fra trame quasi “armoniche” e linee rumoristiche che prendono il sopravvento nel finale (prima della nuova quiete). “Doropea B” risalta l’estetica della dissonanza, con quella dualità accentuata e che pende maggiormente sul lato ruvido della composizione che diventa (quasi) limpida nei secondi finali. Un omaggio perfetto che riesce benissimo a spiegare la riflessione della persona in un luogo e viceversa.

 

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Doropea A
  • 2 · Doropea B

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