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Recensioni | Pubblicato il 2 gennaio 2013

Heidi Harris

Heidi Harris

Dream Fodder

Genere: Weird-folk, Ambient, Sperimentale

Anno: 2012

Casa Discografica: Inner Ocean Records

Servizio di:

 I Limiti danneggiano la creatività ma spesso sono anche “responsabili” della sublime estetica della musica. Questo è l’approccio alla musica di Heidi Harris, multi-strumentista proveniente da New York. Nessun limite al suo modo di comporre, nessuna persecuzione della linearità ma comunque una ricerca della esteriorità che renda godibile la sua musica. 

E il con suo album d’esordio “Dream Fodder” pare aver centrato l’obiettivo: una ricerca sonora continua che parte dalle strutture folk per disintegrarle e ricostruirle in direzione cosiddeta “weird” con destrutturazioni e introduzioni di elementi ambient ed esperimenti vocali (l’introduttiva “lullaby for a Storm”  ne è un esempio). L’album viene impreziosito con la partecipazioni di alcuni musicisti quali Joaquin Mendoza e Kine Hjeldnes (synth e voce introduttiva in “The Mistletoe“. 

Unfair” è la prima vera traccia con la partecipazione di freddihangoler che si è occupato della parte orchestrale che regala una certa teatralità al suono che ben si incasra con la voce di Heidi e i field recordings. In “Handsome Bell” potete ascoltare come venga frastagliato il suono e venga data spazio alle strutture ambient. Canto e controcanto curatissimi e che mettono in mostra la bravura vocale della Harris. Queste strutture sonore sono amplificate in “Brace Your Numbers“, anche grazie all’efficacia dei suoni naturali.

Long way” vede l’interpretazione più commovente con un sound che si cuce perfettamente sulla voce dell’artista americana: raffinato e delicato. Si torna alla destrutturazione sonora con “Under the Bridge” che vede la collaborazione di Joaquin Mendoza (tastiere, chitarre elettrica, elettronica, percussioni): il brano più insidioso e tetro. Il gioiello dell’album. E anche “Time Traveler” segue la stessa strada e “Stone Soup” mantiene lo stesso tono con un minimalismo accentuato. La la solennità di “Dream Fodder” chiude l’album, con un’atmosfera rarefatta ma che non abbandona l’aspetto sognante.

Un album ipnotico e dinamico: Heid Harris è come una scavatrice in cerca d’oro; scava più a fondo possibile con tutti gli strumenti a sua disposizione per cercare il massimo della sua espressività attraverso un suono estremo e piacevolmente anomalo e allo stesso tempo suggestivo.  

 

 

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Lullaby for a Storm
  • 2 · Unfair with freddiehangoler (Dream Fodder version)
  • 3 · Handsome Bell (Dream Fodder version)
  • 4 · Brace Your Numbers
  • 5 · Heidi Harris and Kine Hjeldnes - The Mistletoe
  • 6 · Long Way
  • 7 · Heidi Harris and Joaquín Mendoza - Tundra Under the Bridge
  • 8 · Stone Soup
  • 9 · Heidi Harris and Joaquín Mendoza - Time Traveler.
  • 10 · Heidi Harris and Johnny Ripper - Everyday Life in Amsterdam
  • 11 · Dream Fodder

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