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Recensioni | Pubblicato il 12 maggio 2015

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Drenge

Undertow

Genere: Grunge, stoner

Anno: 2015

Casa Discografica: Infectious Musik

Servizio di:

Grunge ibrido dal respiro internazionale, sonorità battute  prese in prestito e allineate alle turbolenze di vicini Alice In Chains (“The snake”) e Soundgarden (“Side by side”), un disco che si fa sentire, agitato a maglio e scuro come la pece. Arriva nei negozi Undertown, secondo disco per la formazione/duo inglese dei Drenge (Eoin Loveless voce, chitarra e Rory Loveless voce e batteria), una band che ha la perfetta consapevolezza di sapere la musica che si vuole fare e questo lavoro discografico ne vanta le forze e i powers che sono già una bella scommessa per il futuro.

Undici brani che lasciano il segno giusto, undici tranciate per un ascolto fortificato e avvezzo dei sobborghi di una – anche se siamo quasi agli antipodi geografici -  Seattle esplosiva, terra in cui i nostri si muovono navigati e strapieni di elettricità da vendere. Dagli esordi leggermente votati ad un brit rock, i Drenge ora hanno imboccato una strada laminatissima e tagliente, un’inversione stilistica che ne ingigantisce le sonorità nonché l’aggressività, tracce che scavano dentro e metabolizzano benissimo la lezione grunge che si è impadronita dell’estetica della band.

Il pathos sofferto di “Running wild”, “Favourite son”, la chiazza riflessiva di “Standing in the cold” e il momentaneo deragliamento a favore di laps punky alla Ramones di “We can do what we want” fanno i convenevoli ad un registrato che vale sicuramente la pena lasciarlo libero di colonizzare lo stereo per un tot di tempo, prima che anche lo stereo si rifiuti di riconsegnarvelo indietro.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Introduction
  • 2 · Running wild
  • 3 · Never awake
  • 4 · We can do what we want
  • 5 · Favourite son
  • 6 · The snake
  • 7 · Side by side
  • 8 · The woods
  • 9 · Undertow
  • 10 · Standing in the cold
  • 11 · Have you forgotten my name?

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