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Recensioni | Pubblicato il 10 dicembre 2013

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Daniel Avery

Drone Logic

Genere: Techno, Elettronica, House

Anno: 2013

Casa Discografica: Phantasy

Servizio di:

Daniel Avery è un producer britannico. Drone logic è il suo primo album. Bene, ora che le presentazioni sono fatte andiamo al sodo. L’album dovrebbe in teoria portarci verso qualche sorta di distopico futuro dove le macchie regnano, o almeno questa è l’aspettativa che l’ascoltare nutre leggendo il titolo: forse c’è leggermente una vena di delusione una volta che l’ascolto inizia, non c’è nulla di sperimentale e neppure nulla di estremamente nuovo e rivoluzionario. Non siamo nel futuro, questo è certo, ma Daniel ci porta in un luogo ucronico, dove il tempo non esiste. Daniel senza dubbio qui racconta una storia e lo fa bene, pur essendo il primo lavoro, è tutto molto organizzato e ben mixato, senza dubbio c’è della tecnica e dell’architettura.

Spetta ovviamente alla musica farci capire il perché del titolo il messaggio che viene veicolato attraverso dei beat estremamente lineari e ripetitivi. Non so quanto “ballabile” questo disco possa essere ma senza dubbio ha quel fasciano da club innegabile. Ci sono anche degli accenni di vocalità di tanto in tanto ma coerentemente al genere sono sapientemente modulari e fanno da contorno melodico, ovviamente gli inteseti vocali sono completamente sintetici e meccanici. Ecco già dalla prima traccia “Water Jump” conosciamo questo famoso androide che ci accompagna per le altre dodici. Effettivamente il disco è lungo e questo nutre quell’aspetto di densità e ripetizione. Ed è proprio alla fine che la storia acquista tutto il suo senso, con “Knowing we’ll be here“, dove il cantato non è più rigido e digitale come all’inizio ma diventa quasi umano. L’evoluzione del drone è completa e tutto acquisisce più senso. Altri esempi di questa evoluzione li troviamo nella quasi rock “New Energy“, siamo sempre alla fine e questo brano evolve anch’esso progressivamente di intensità, trasmettendo perfettamente la metafora.

Se lo leggiamo in una veste meno poetica e decisamente più adeguata l’album è estremamente semplice, non è altro che un sapiente crescendo di elaborazioni, inizia semplice e lineare e diventa man mano più complesso, variando la quantità e la densità dei suoni, giocando con i bassi e campionature. Dopotutto è elettronica ovviamente, ben fatta e ben pensata. Drone Logic ci offre brani davvero interessanti, che possiamo mettere in loop e ripetere mentre stiamo lavorando al computer, ci offrono quella energia e quella spinta e hanno la qualità di adattarsi e diventare colonne sonore. Traccie come “Drone logic” e “This nights never end” hanno quella pesantezza e che ci aspettiamo dalla techno e quello spirito futuribile che tanto piace.  Forse il neo più grande di questo lavoro è “Spring 27″:  vengono meno i bassi e rimaniamo con un filo di sintetizzatore tirato e distorto, si perde l’energia; è una traccia-intermezzo molto breve ma con dubbia utilità al progetto globale.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Water jump
  • 2 · Free Floating
  • 3 · Drone Logic
  • 4 · These Nights Never End
  • 5 · Naive Response
  • 6 · Platform Zero
  • 7 · Need Electric (Album Version)
  • 8 · All I Need
  • 9 · Spring 27
  • 10 · New Energy (Live Through It)
  • 11 · Knowing We'll Be Here

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