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Recensioni | Pubblicato il 28 gennaio 2014

Talvihorros

Talvihorros

Eaten Alive

Genere: Elettroacustica, sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Denovali Records

Servizio di:

Mai dare per scontato un concetto, soprattutto nel mondo della musica. L’intimità della composizione e la forma narrativa sono spesso associate al cantautorato. Ma ci sono altre trame compositive che riescono a raggiungere lo stesso obiettivo e talvolta con un’efficacia maggiore.

Talvihorros, progetto del musicista e compositore scozzese Ben Chatwin, con il suo nuovo lavoro sfodera probabilmente il suo personale capolavoro. Eaten Alive nasce dall’incontro con Daniel Crossley di Fluid Radio, il sito di riferimento per chi ama le sperimentazioni sonore e la contaminazione fra arti. I due hanno trascorso del tempo insieme nell’East London ed esattamente nei luoghi dov’è cresciuto Daniel.

Quest’ultimo ha descritto tutte le problematiche e gli avvenimenti dolorosi che in seguito lo hanno portato alla dipendenza dalla droga e i seguito il suo percorso verso la riconquista del valore della vita. Un percorso che Ben Chatwin ha fatto subito suo e ha trasformato in musica.

La prima cosa che emerge dall’ascolto delle otto tracce è un uso più sostanzioso dell’elettronica. Ma non in senso di invasività ma  a livello di densità (la fumosità frastagliata di “Dyspnea“, il pathos misurato di “The Secrets of the Sky“): l’artista scozzese è stato molto bravo, in alcuni punti dell’album, ad equilibrare questo aspetto con il lato acustico che maggiormente lo rappresenta. Pensate a un brano come “Four Walls” e potrete intuire la portata dell’operazione.

Il livello introspettivo è elevato e ci porta su diversi umori: lo tensione spettrale e il movimento di “In the Belly of the Beast”, le crescita e lo stato ossessivo di “Becoming Mechanical“, la desolazione e il livello evocativo di “Objectum” che si esalta sulle piccole sfumature che deformano la linearità della composizione.

L’iniziale “Little Pieces of Discarded Life” è quella che provoca il maggiore impatto per gli strati contrastanti fra rumorismo e distorsioni con il lato più delicato dell’arrangiamento.  L’esempio più evidente della classe dell’artista scozzese che ha dimostrato di saper azzardare senza sconvolgere il proprio carattere stilistico. Al lato tecnico, si aggiunge il lato emozionale e la sua capacità di catturare una storia, un sentimento, delle sensazioni e trasformare il tutto in note che trasudano tutto il senso della vita.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Little Pieces of Discarded Life
  • 2 · Four Walls
  • 3 · In the Belly of the Beast
  • 4 · Objectum
  • 5 · Dyspnea
  • 6 · The Secrets f the Sky
  • 7 · Becoming Mechanical
  • 8 · Today I Am Reborn

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