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Recensioni | Pubblicato il 7 maggio 2015

egomostro

Colapesce

Egomostro

Genere: Pop, Songwriting

Anno: 2015

Casa Discografica: 42 Records

Servizio di:

È passato ormai qualche mese dall’uscita di Egomostro, opera seconda di una delle rivelazioni del 2012, quel Lorenzo Urciullo aka Colapesce che all’epoca dell’esordio Un meraviglioso declino fece gridare al miracolo gli amanti del pop d’autore italiano.

È passato un bel po’ di tempo, dicevamo, ma era inevitabile soffermarsi su uno dei lavori più attesi dell’anno e riassaporare, con l’estate ormai quasi alle porte, le 14 tracce che lo compongono.

Con Egomostro, Colapesce si ripresenta al pubblico in una veste inevitabilmente più matura e arricchisce lo spettro cromatico delle proprie composizioni, grazie agli arrangiamenti più articolati e alle numerose partecipazioni di rilievo – vedi Fabio Rondanini (Afterhours), Giuseppe Sindona (Mario Venuti), Vincenzo Vasi (Vinicio Capossela), solo per citarne alcuni – che fanno da sfondo alle ambientazioni tipiche del cantautore siciliano.

Le brevissime “Entra pure” e “Vai pure”, poste in testa e in coda, si presentano come un unico brano con testi diversi, a fare da porta d’ingresso e di uscita di un ipotetico grande contenitore musicale. Nel mezzo, tutto un mondo in chiave tipicamente Colapesce, in cui il tema amoroso ritorna ciclicamente a farsi vivo senza mai sfociare nella mielosità, ma anzi con testi sempre egregiamente cesellati (“Reale”, in primis, e “Sottocoperta”), facendo capolino tra l’ironia e la disillusione di pezzi in cui a farla da padrona è l’autoanalisi (“Dopo il diluvio” o “Egomostro”, tra i migliori momenti dell’intero album, ma anche “Le vacanze intelligenti” e “Brezsny”).

Maledetti italiani”, primo singolo estratto, sa di vera e propria invettiva contro un paese che ha ormai privato le nuove generazioni di ogni prospettiva futura, mentre la stessa amarezza che sembra quasi trasformarsi in rassegnazione ne “L’altra guancia”, non riesce a intaccare il tessuto emozionale cui si lega ogni nostra speranza (“Ma le emozioni no / neanche Copperfield / può farle sparire.”, recita l’intensa “Copperfield”).

Tra impalcature pop e inserti elettronici ben dosati, l’intera struttura di Egomostro regge bene ed evidenzia il tocco sempre fine di Urciullo e, nonostante nella seconda parte qualche brano alterni strofe appesantite e leggermente forzate a ritornelli ben più orecchiabili (“Mai vista”, “Sold out”) o si riveli debole rispetto al resto del disco (“Passami il pane”), alla fine l’ascolto si presenta vivido e coinvolgente, riaffermando Colapesce come una delle penne migliori nel suo genere, autore acuto e al tempo stesso popolare, nel senso più nobile del termine.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Entra pure
  • 2 · Dopo il diluvio
  • 3 · Reale
  • 4 · Sottocoperta
  • 5 · Egomostro
  • 6 · Le vacanze intelligenti
  • 7 · L'altra guancia
  • 8 · Copperfield
  • 9 · Brezsny
  • 10 · Sold out
  • 11 · Mai vista
  • 12 · Maledetti italiani
  • 13 · Passami il pane
  • 14 · Esci pure

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