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Recensioni | Pubblicato il 8 aprile 2013

Emancipator

Emancipator

Dusk to Dawn

Genere: Elettronica, Trip Hop, Ambient

Anno: 2013

Casa Discografica: Loci Records

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E’ già iniziata la primavera, è vero,  ma facciamo un piccolo passo indietro nel lungo inverno musicale da poco finito grazie alla nuova uscita firmata Emancipator, ovvero Dusk to Dawn. Per chi non lo conoscesse, Douglas Appling – in arte Emancipator – è un produttore di musica elettronica, ambient e trip hop originario di Portland, Oregon. Dal 2006, anno di uscita del suo primo lavoro (Soon It Will Be Cold Enough), Emancipator porta in giro il suo stile musicale caratterizzato da ritmi rilassanti, atmosfere molto melodiche e commistioni musicali sempre raffinate. Di recente egli ha inoltre dato vita alla propria etichetta, Loci Records, tramite la quale è stato rilasciato Dusk to Dawn, terzo disco presonale.

Se pensiamo a tutte le varie combinazioni ed a tutti gli aspetti possibili della musica elettronica perdiamo presto l’orientamento, ma Dusk to Dawn è proprio quello che serve per ritrovare la strada, per comprenderne i tratti e le variazioni: sotto un unico nome sono raccolti mille motivi differenti, che vanno dalla ritmica ossessiva di Afterglow al violino ultramelodico di Minor Cause ed allo splendido sassofono di The Way, dalle campionature semplicissime di Eve II e di Valhalla – veri e propri brani ambient – alla calma assoluta di Merlion. Ogni brano sembra correre lungo un filo comune, tanto che gli stessi temi musicali vengono più volte ripresi e ripetuti, tanto da far apparire Dusk to Dawn come un naturale susseguirsi di atmosfere che si sommano e rimescolano periodicamente, ma ogni volta proponendo un nuovo approccio, una nuova sfumatura.

Ciò che colpisce, già dopo un primo ascolto, è che non solo i brani si susseguono in modo tanto lineare da apparire tutti sullo stesso – notevole – livello di interpretazione e realizzazione, ma ogni volta, per ogni traccia, si ha l’impressione che si stia aggiungendo qualcosa di meglio e di inaspettato. L’arpeggio infinito di Dusk to Dawn ne è un semplice esempio, così come il motivo di base di Outlaw od il piano sensuale di Natural Cause. Tutto questo è la pura conseguenza di un’attenta, puntuale cura per i dettagli, anche minimi: grazie a piccole accortezze ogni brano acquista una sua identità, un suo carattere unico. Quello che resta alla fine dell’ascolto, dopo la chiusura cupa e sospesa di Galapagos, è una manciata di emozioni, complesse e sfaccettate, che Emancipator è riuscito a racchiudere ad arte, come un piccolo tesoro, nel suo terzo, piacevolissimo lavoro.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Minor Cause
  • 2 · Valhalla
  • 3 · Merlion
  • 4 · Outlaw
  • 5 · Dusk To Dawn
  • 6 · Afterglow
  • 7 · Eve II
  • 8 · Natural Cause
  • 9 · Galapagos

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