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Recensioni | Pubblicato il 7 febbraio 2014

Tinariwen-Emmaar

Tinariwen

Emmaar

Genere: Tuareg, Etno-blues

Anno: 2014

Casa Discografica: Anti Records

Servizio di:

Tessalit, Mali, Africa Occidentale, mondo. Il blues che ritorna alle proprie origini, che attraversa il deserto del Sahara e giunge fino a noi in tutta la sua bellezza, in tutto il suo fascino. I Tinariwen sono giunti al sesto album, e di strada in giro per il mondo ne hanno fatta: da una tribù Tuareg, nomade tra le dune, alle nostre metropoli occidentali.

Ibrahim Ag Alhabib, il fondatore del gruppo, rimasto orfano di padre ed esule in Algeria, iniziò ad appassionarsi sin da giovane a vari tipi di musica: dalle melodie tradizionali dei tuareg, al blues, al raï (genere musicale algerino che ascoltava nelle taverne), al chaabi marocchino, fino al rock occidentale.

Riuscire ad amalgamare con così grande maestria tanti generi musicali, ma tenendo sempre ben presenti le proprie origini, la propria cultura, le proprie tradizioni, rende i Tinariwen uno dei gruppi di etno-rock migliori che il mondo occidentale (e non solo) abbia mai conosciuto. Sembra passato un secolo dall’esordio sorprendente con The Radio Tisdas Sessions, dieci tracce di rara bellezza con le quali addormentarsi la sera viaggiando tra i cieli stellati e silenziosi della più profonda Africa. Il ricordo di una scoperta felice, dal primo album, prima traccia, primo play. Da quella Le Chant Des Fauvescanzone assolutamente meravigliosa che fa innamorare irrimediabilmente di questo gruppo e delle sue sonorità.

Con cinque album alle spalle di così grande spessore ci sarebbe voluto poco per non soddisfare a pieno le aspettative degli ascoltatori. Ma con Emmaar i Tinariwen non fanno altro che confermarsi musicisti eccezionali,  capaci di equilibrare ogni elemento stilistico, raffinatissimi nella composizione e nell’esecuzione. L’album risulta estremamente dinamico, e a tratti  l’atmosfera si fa più introspettiva, svelando quel filo conduttore che lega tutte le tracce: il tema della vita nomade nel deserto. Ibrahim  e compagni rimangono ancorati alle tradizioni musicali di sempre, ma aggiungendo quel tocco di blues più prepotente rispetto ai lavori precedenti.

Toumast Tincha , il brano che apre Emmaar, funge da chiave di lettura dei restanti dieci brani, per trascinarci in quell’atmosfera mistica che ci avvolgerà fino all’ultima nota del disco.”Timadrit In Sahara rispecchia perfettamente le parole degli stessi Tinariwen, che sul loro sito ufficiale dicono ”Il deserto è un luogo di difficoltà e sottile bellezza, un mondo che rivela i suoi segreti  lentamente e accuratamente. La vita nel deserto è resistente e forte, e le persone sono giganti amorevoli in mezzo a tempeste di sabbia e sole. Per i musicisti del gruppo blues Tinariwen, il deserto è la loro casa.”

Un viaggio che prosegue traccia dopo traccia, arrivando a ”Imdiwanin ahi Tifhamam, brano estremamente movimentato, caldo e pieno di ritmi, così come il successivo “Koud Edhaz Emin“ che mantiene lo stesso mood dinamico. Perchè alla fine i Tinariwen non fanno solo muovere le teste: in certi brani riesce impossibile resistere alla tentazione di ballare abbandonandosi completamente al ritmo.

E mentre l’aria afosa del deserto sembra avvolgerci completamente giungiamo alle ultime due tracce del disco. “Emajer” , la penultima, è forse la più bella dell’intero album: sembra riportarci indietro negli anni, all’atmosfera intima e carica di colori e suoni dei primi album, con il ritmo delle percussioni che sembra riprodurre una cavalcata, una fuga verso l’ignoto.

La passione che riescono ad esprimere i Tinariwen nei loro brani è sicuramente un punto di forza insuperabile. L’album termina con “Aghregh Medin, che segue ancora una volta il solco di quel blues crudo e raffinato che lega in maniera così profonda i Tinariwen alla musica tuareg. E che noi adoriamo.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Toumast tincha
  • 2 · Chaghaybou
  • 3 · Arhegh danagh
  • 4 · Timadrit In Sahara
  • 5 · Imidiwan ahi sigdim
  • 6 · Tahalamot
  • 7 · Sendad eghlalan
  • 8 · Imdiwanin ahi tifhamam
  • 9 · Koud edhaz emin
  • 10 · Emajer
  • 11 · Aghregh medin

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