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Recensioni | Pubblicato il 16 ottobre 2011

Enough thunder

James Blake

Enough Thunder Ep

Genere: Elettronica, Future Sound

Anno: 2011

Casa Discografica: Universal Republic

Servizio di:

Scrivere di musica elettronica è un po’ come descrivere a parole un quadro astratto. I punti di riferimento vengono meno e serpeggia pericolosamente l’istinto di giudicare in base al proprio gusto personale. Le forme oggettive del reale si trasformano in immagini interiori che ci permettono di superare il campo del visibile alla volta della pura essenza delle cose, oltre l’apparenza. Parafrasando Kandinsky, così come Cézanne dipingeva nature morte i cui oggetti passavano da essere “esteriormente” morti a “interiormente” vivi, la musica elettronica ipnotizza l’ascoltatore in loop ritmici e sonori, spingendolo ad andare al di là dal sensibile, ovvero oltre ciò che ascolta, e a immaginare quel che si nasconde dietro. La musica catalogabile sotto l’etichetta “elettronica”, se di buon gusto, è una sorta di musica psichica orientata a far “vedere” piuttosto che a far “sentire”. Eppure questi tipi di sonorità, pur vantando origini storiche le cui sperimentazioni continuano a migliorare fino ai giorni nostri, sono quasi relegati “ai margini” del terreno musicale, apprezzati da un pubblico di nicchia, e tanti nuovi ascoltatori vi si avvicinano con diffidenza. Forse perché ritenuta musica d’avanguardia e quindi di difficile ascolto o forse perché ai più ricorda quell’insipida musica da discoteca “tunz tunz”. Per fortuna esistono artisti “apocrifi” capaci di cambiare le carte in tavola e realizzare un più ampio campo musicale, al cui interno convivono dance elettronica e generi differenti. James Blake, assurto a nuova stella del dub-step londinese, è uno di questi. Il musicista britannico rielabora in musica impressioni spirituali che non seguono schemi facilmente riconoscibili. Stavolta però non è così. Dopo il successo del primo omonimo album e la nomination per il prestigioso Mercury Prize 2011 (andato meritatamente a PJ Harvey), Blake presenta il nuovo Ep intitolato Enough Thunder (Polydor).

Stavolta è il lato più cantautorale a venir fuori; i canoni della dub-step quasi abbandonati a favore di un’atmosfera decisamente soul. Regnano profondi silenzi e i contrappunti del pianoforte. La voce, così come le liriche, assume un ruolo funzionale, al contrario di altri artisti vicini alle stesse sonorità. Le sei canzoni dell’Ep giungono da regioni dell’anima non ben identificate. Lo suggerisce la canzone d’apertura, Once we all agree:, in cui l’impulso sonoro che riecheggia durante il brano, ricorda il debole segnale di una sonda subacquea alla ricerca della fonte sonora. Proseguendo, si ha l’impressione di ascoltare composizioni evanescenti, merito di un pianoforte riverberato e di un’ormai nota voce spersonalizzata, filtrata da vocoder ed effetti con i quali Blake cerca di raggiungere una più pura forma vocale. Fall creek boys choir, interpretata insieme a Bon Iver: due veri sperimentatori della voce a confronto. Nonostante i buoni intenti, il pezzo però non convince. I continui sali scendi vocali alla lunga risultano stucchevoli, segno di un’inefficace e troppo complessa ricerca timbrica. 

Anche la cover di A case of you di Joni Mitchell si muove non senza difficoltà. Blake dimostra buone capacità interpretative: la voce è da brividi, ma forse qualche arrangiamento in più, specie se elettronico, non sarebbe guastato. Il risultato è una cover frettolosa e poco incisiva.

Fa eccezione We might feel unsold, al contempo malinconica e travolgente. Il groviglio ritmico a sostegno della voce, si scioglie progressivamente sulle note di una melodia dissonante.

James Blake depura gli schemi della dance elettronica per ottenere canzoni che abbiano un assetto più riconoscibile. In questo modo si dirige verso una deriva marcatamente pop, ma non per questo scontata. Le sue composizioni oscillano in una dimensione senza tempo, le cui forme sonore stentano a prendere vita. Dall’astrattismo al figurativo. Non è semplice, perciò è facile inciampare. Aspettiamo, fiduciosi, l’opera della maturità. 

 

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Once We All Agree
  • 2 · We Might Feel Unsound
  • 3 · Fall Creek Boys Choir f/ Bon Iver
  • 4 · A Case of You (Joni Mitchell cover)
  • 5 · Not Long Now
  • 6 · Enough Thunder

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