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Recensioni | Pubblicato il 11 marzo 2013

paletti

Paletti

Ergo sum

Genere: Pop, Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: Foolica Records

Servizio di:

Impossibile non provare simpatia per Pietro Paletti. Sarà per gli occhialoni, per quell’aria sempre un po’ stralunata o per le storie raccontate nelle sue canzoni, così realisticamente vicine alle nostre vicissitudini quotidiane, il cantautore bresciano già membro dei The R’s è uno di quei personaggi che istintivamente ti ritrovi a guardare come un amico di vecchia data, con cui condividere risate, scazzi e delusioni.

Un amico che, cover dell’album a parte, si mette a nudo ed inizia a parlarti di sé, dei suoi rimpianti, delle sue speranze, con la leggerezza tipica di chi si tiene a galla grazie alla visione sempre ironica del mondo. Lo suggerisce già il titolo, Ergo sum: una vera e propria autoanalisi in otto tracce che, tra sfrontatezza e intimismo, regalano una gradevolissima incursione  nel mondo di Paletti.

Il terreno musicale è quello sempre fertile del più intelligente pop nostrano, in cui Paletti, pur mostrando ancora i segni delle diverse influenze che spingono la sua scrittura, pare trovarsi perfettamente a proprio agio. Immediata, fresca, la penna del musicista lombardo tira, infatti, fuori dal cilindro melodie e testi potenzialmente virali, specialmente nella prima parte dell’album, in cui si concentrano gli episodi più ritmati e dall’impatto diretto: l’acuta riflessione sull’uomo e sulla società di “Cambiamento”, la trascinante cadenza vagamente reggae di “Portami via” e l’allegra quanto amara “Senza volersi bene”, che per impostazione melodica e vocale rimanda al miglior Max Gazzè, rappresentano un terzetto di possibili singoli che bene farebbero al mediocre panorama radiofonico italiano.

Mi son scordato di me” incattivisce i toni, mostrando un Paletti particolarmente rabbioso con se stesso, ma già dalla quinta traccia le atmosfere si ammorbidiscono portando l’ascolto verso la parte più introspettiva dell’album, inaugurata dal ricordo di “Angelina” e di una vecchia storia d’amore.

Amore e disillusione camminano a braccetto anche nella successiva “I ricordi”, brano che negli arrangiamenti rimanda agli anni ’80, mentre “Le foglie”, che si rivelerà uno dei momenti migliori del disco per scrittura ed intensità, spinge Paletti verso quel cantautorato fatto di semplicità soltanto apparente tipico del compianto Battisti.

A chiudere Ergo Sum è infine “Fantasmi”, una delicata ballad piano e voce che si arricchisce lentamente di nuove sfumature, in un climax sonoro che le conferisce una piacevole carica emozionale.

A circa un anno di distanza da Dominus, ep che già metteva in mostra le buone prospettive del progetto solista di Paletti, arriva così la conferma di un talento che, pur pagando dazio a qualche passaggio lirico prevedibile e ad una dipendenza dai modelli di riferimento ancora evidente, ha tutte le carte in regola per emergere nel nostro affollato panorama cantautorale. Godibile e coinvolgente, di certo non ci sarebbe da stupirsi se, con la bella stagione ormai alle porte, quest’album riservasse un tormentone da canticchiare per i mesi a seguire.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Cambiamento
  • 2 · Portami via
  • 3 · Senza volersi bene
  • 4 · Mi son scordato di me
  • 5 · Angelina
  • 6 · I ricordi
  • 7 · Le foglie
  • 8 · Fantasmi

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