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Recensioni | Pubblicato il 31 marzo 2014

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Plastic Flowers

Evergreen

Genere: Dream Pop

Anno: 2014

Casa Discografica: Inner Ear

Servizio di:

È sempre un piacere seguire la crescita artistica di band conosciute nei loro primissimi passi ed osservarne tutte le evoluzioni, toccando con mano quello che si rivela essere più di un semplice fuoco di paglia: è ciò che accade con i greci Plastic Flowers, presentati nell’estate del 2012 nella nostra rubrica Hidden Sounds quando ancora il progetto, che ruota attorno a Giorgos Samaras e Angelos Pachalidis, aveva alle spalle solo due brevi ep.

Il duo di Thessaloniki ritorna, infatti, in queste settimane con il suo primo album full-length ed è piacevole constatare come le prime buone impressioni ne escano rafforzate.

Dream-pop dai tratti costantemente nostalgici, ma mai cupi, la musica dei Plastic Flowers sembra aver trovato una propria dimensione in cui muoversi con naturalezza, tra atmosfere trasognanti e arrangiamenti dal tratto “scarno” e retrò ottenuti mediante strumentazioni analogiche.

Undici tracce tutte di durata più o meno breve, i brani che compongono Evergreen sembrano mantenere una certa leggerezza d’ascolto, che non per questo tradisce approssimazione o banalità, ma piuttosto trova il suo habitat naturale in una malinconia sonora in grado di riscaldare gli animi.

I ritmi più ballabili della traccia di apertura “Vicious victims” o di “Fog song” catapultano l’ascoltatore direttamente in un’ambientazione da party scolastico, rimescolando col solo potere evocativo delle melodie ricordi mai sopiti, mentre il proficuo incrocio di dream-pop e lo-fi che dà vita a pezzi come “Summertime Pop”, “Your smile”, “Silence” e “Love is above all” apre a interessanti scenari sonori, sempre in bilico tra dinamiche vintage e un timido desiderio di modernità.

Mentre le due parti di “Open Space” occhieggiano all’ambient, più articolate paiono infine le scelte stilistiche in “Gone wrong” e “Ghosts” (quest’ultimo con la collaborazione dei Keep Shelly in Athens, band dal buon seguito in Grecia), ma anche nella finale “Anthems”, che pur senza snaturare lo stile della band, vedono l’inserimento di elementi di arricchimento decisivi.

Con pochi dosati ingredienti ed una buona ispirazione di fondo, i Plastic Flowers realizzano così un album in grado di scorrere con assoluta piacevolezza, rafforzando la convinzione che non sempre la parola “leggerezza” sia sinonimo di “inconsistenza”. Provare per credere.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Vicious victims
  • 2 · Gone wrong
  • 3 · Summertime Pop
  • 4 · Fog song
  • 5 · Open Space part I
  • 6 · Love is above all (feat. Ed Askew)
  • 7 · Silence
  • 8 · Open Space part II
  • 9 · Ghosts (feat. Keep Shelly in Athens)
  • 10 · Anthems

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