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Recensioni | Pubblicato il 25 novembre 2013

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Soviet Soviet

F A T E

Genere: Post-punk, New-wave

Anno: 2013

Casa Discografica: Felte

Servizio di:

Chiamatelo pure revival post-punk o rigurgito new-wave, se vi va, quel suono cupo e sprezzante poggiato sui ritmi geometrici tanto cari agli anni a cavallo tra ‘70 e ‘80; e affibbiategli pure l’etichetta che più vi aggrada, pescata nel calderone del gioco dei rimandi a questo o quel decennio musicale. Probabilmente non ci sarà nulla di sbagliato nel farlo, ma bisogna riconoscere che i Soviet Soviet, da Pesaro, la lezione l’hanno assimilata più che bene, arrivando a costruire un proprio riconoscibilissimo marchio di fabbrica su un impianto di base che pure tanto deve a band come Joy Division, Cure o Bauhaus, per citarne qualcuna.

All’esordio ufficiale con F A T E, dopo qualche singolo e l’ep Summer, Jesus del 2011, ma soprattutto dopo tanta gavetta sul palco, più all’estero che in patria, il terzetto formato da Alessandro Costantini, Andrea Giometti e Alessandro Ferri mette sul piatto un lavoro dotato di un’incredibile personalità e di doti ipnotiche fuori dal comune, che ne fanno un must già a pochi giorni dall‘uscita.

F A T E è esattamente ciò che ci si attendeva dal trio marchigiano: irrefrenabile furia sonora, ritmiche pressanti, un alone di oscurità che ammanta di fascino l’intera composizione, le dieci tracce non conoscono cali di tensione ma anzi si dipanano in una lunga scia di suoni ed effetti che finiscono per avvolgere ossa, muscoli ed articolazioni di chi ascolta.

Da “Ecstasy” a “Further”, passando per “1990”, scorrono inarrestabili i dialoghi tra basso e batteria, in mezzo ai quali va ad inserirsi la voce quasi nasale di Alessandro Costantini, dal tono inconfondibile ma abile a non sovrastare mai il ruolo degli strumenti. Con “Introspective trip” la tensione rimane alta, finendo per esplodere nei rumorosi graffi di coda, mentre “Gone fast” scomoda riverberi shoegaze di impatto immediato prima che l’ascolto ritorni in piena carreggiata post-punk con “No lesson” e “Together“.

Si giunge così agli episodi finali del disco in stato di piena frenesia, sospinti dai colpi cadenzati che i tre Soviet continuano a dispensare senza sosta, attraversando prima l’andatura quasi scanzonata di “Hidden” poi i graffi elettrici di “Something you can’t forget”, per sfociare infine nei disarmanti vortici di “Around here”, che si spengono all’improvviso lasciandoti spaesato come nell’istante immediatamente successivo a un’improvvisa ed inattesa scossa.

Attimi di silenzio, prima di rendersi conto di aver divorato e fatto scorrere in ogni angolo del proprio corpo le spire isteriche in cui, minuto dopo minuto, si svolge ciascuna traccia di F A T E, in quel delirante coinvolgimento che diventerà l’unità di misura di un nuovo inevitabile amore musicale: senza dubbio tra le migliori uscite di quest’anno.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Ecstasy
  • 2 · 1990
  • 3 · Introspective trip
  • 4 · Further
  • 5 · Gone fast
  • 6 · No lesson
  • 7 · Together
  • 8 · Hidden
  • 9 · Something you can't forget
  • 10 · Around here

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