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Recensioni | Pubblicato il 2 luglio 2013

Fandango

The Phoenix Foundation

Fandango

Genere: Indie Rock, Neo-psichedelia

Anno: 2013

Casa Discografica: Memphis Industries

Servizio di:

Tra “crudeli” scimmiottamenti e deriva dei pionieri, l’indie-rock nel nuovo decennio ha perso molto del suo fascino. Sono poche le band che riescono a dare una marcia nuova al genere, facendo emergere una spiccata personalità e soluzioni stilistiche di un certo livello.

The Phoenix Foundation, sin dalla sua nascita, ha saputo cavalcare e  interpretare al meglio il genere, con nuove spinte che hanno saputo dare dinamicità al suono e forza ai testi. Pensiamo al loro quarto lavoro Buffalo: una perla di pop psichedelico che ben si agganciava al filone del decennio scorso. Il nuovo album Fandango conferma lo stato di salute della band che si spinge oltre.

Permangono, ovviamente, le strutture del precedente album ma con nuove linee stilistiche che si sviluppano dando spazio a tutte le sfumature della neo-psichedelia (Dalla grazia pop-rock di “Thames Soup” all’armonia sintetica di “Evolution Did” alla fluidità “prog-spaziale” di “Corale“) . Le composizioni risultano più elaborate, più lunghe e tutto frutto di un perfezionamento del ricamo compositivo; e non dimentichiamo la capacità, anche all’interno dello stesso brano, di far evolvere la propria musica (pensate all’introduttiva “Black Mould“).

L’impatto emotivo è (anche) un elemento importante e l’intimismo di “Modern Rock”, anche nelle accelerazioni, è una delle manifestazioni più chiare di questo aspetto. C’è anche spazio per ritmi più spensierati come avviene in “The Captain“, nella sognante “Sideways Glance” e nei retaggi esotici di “Walls“, simbolo della versatilità del gruppo. Tra i brani più significativi e intensi del disco c’è “Inside me Dead” che miscela tutte le atmosfere del disco con una spiccata tendenza al folk psichedelico e un’interpretazione vocale devastante. Altro momento importante è “Morning Riff” nel quale potrete notare la cura esteriore del brano che percorre tutta la progressione dello stesso. Aspetto che tocca l’apice nei diciasette minuti finali di “Friendly Society“, pezzo che dimostra la concretezza e la consistenza del loro lavoro.

Tra modernità pop, continuità con il passato e un lavoro straordinario di intrecci compositivi, la band neozelandese ci regala un altro gioiello di settore, confermando la loro bravura nel restare se stessi ma non rifutando il cambiamento, abbracciandolo e amalgamandolo al proprio stile. Una certezza che eleva, per l’ennesima volta, il loro status all’interno della scena musicale contemporanea.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Black Mould
  • 2 · Modern Rock
  • 3 · The Captain
  • 4 · Thames Soup
  • 5 · Evolution Did
  • 6 · Inside Me Dead
  • 7 · Corale
  • 8 · Supernatura " – 6:58 ""
  • 9 · Walls
  • 10 · Morning Riff
  • 11 · Sideways Glance
  • 12 · Friendly Society

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