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Recensioni | Pubblicato il 27 maggio 2013

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KU

Feathers

Genere: Electro-pop, Alternative

Anno: 2013

Casa Discografica: Inner Ear

Servizio di:

Artista greco già coinvolto in diversi progetti musicali (Virilio, MT DU, Xloe), Dimitris Papadatos è la mente che si cela dietro il monosillabo KU. Giunto alla sua prima esperienza da solista dopo un buon decennio di carriera e di sperimentazioni, il compositore ellenico ha dato alla luce Feathers, album uscito da qualche settimana per Inner Ear Records che rivela diversi interessanti spunti nella sua veste pop elettronica elegante e coerente.

I suoni spesso minimali e l’utilizzo di una vocalità profonda fanno di Feathers un album dalla personalità complessa, un ascolto per certi versi sfuggente e non immediato, che quasi mira a presentarsi come una collezione di stati emotivi prima ancora che di semplici brani musicali.

Si parte con “Rubicon” e con i tempi dettati da un ripetitivo organo  in cui si va ad inserire in maniera sempre più evidente la voce di Papadatos, in un episodio introduttivo quasi sospeso a mezz’aria; i contorni sembrano rimanere costantemente labili e indefiniti così, mentre “Jerusalem” e “The new grey whistle test” trasportano in scenari vicini ad una new wave trasognante, “In certain amounts of sun” e “The swindler” scomodano echi industrial poco rumorosi ma qui e là completati da inserti elettronici.

Minimalista e giocata su un’impostazione vocale quasi corale è poi “Baby girl”, mentre la strumentale “Adrift in the vague” sfrutta l’elettronica per tratteggiare atmosfere ambient, prima di cedere il passo a “Devotion in a nutshell” e a un canto che assume i toni tipici della “preghiera”.  Si chiude con “Millions”, una sorta di ballata pop che declina verso l’electro e il synth-pop per un crescendo via via sempre più nervoso ed esplosivo.

Ben costruito e compatto, pur traendo ispirazione da diversi spunti di genere, Feathers riesce a convogliare al suo interno tali fonti senza tuttavia apparire come un miscuglio privo di nessi logici. Anzi, il risultato appare apprezzabile e, anche se talvolta il rischio è quello del già sentito, l’album si rivela senza dubbio una piacevole esperienza d’ascolto.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Rubicon
  • 2 · Jerusalem
  • 3 · In certain amounts of sun
  • 4 · The swindler
  • 5 · Baby girl
  • 6 · The new grey whistle test
  • 7 · Adrift in the vague
  • 8 · Devotion in a nutshell
  • 9 · Millions

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