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Recensioni | Pubblicato il 8 dicembre 2011

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Mary In June

Ferirsi

Genere: Songwriting, Post Punk

Anno: 2011

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Ferirsi è l’EP d’esordio dei Mary in June (attualmente impegnati nella stesura del loro primo album) ed è anche un’opera decisamente controversa. Ascoltandolo non si può fare a meno di pensare ad un collage, un misto di stili tutti riconducibili all’attuale panorama alternativo del nostro paese, a cui gli artisti sembrano attingere a piene mani muovendosi tra reinterpretazioni e fusioni attuate in modo abbastanza valido. Su tutti i brani aleggia senza dubbio la pesante influenza di Vasco Brondi, sia nella costituzione dei testi sia nel modo di cantare, nonostante la voce ricordi più Alberto Ferrari dei Verdena. Nel disco è preponderante l’uso del basso e dei synth, che però si contendono lo spazio con la chitarra, utilizzata per lo più nelle intro o nelle zone centrali dei brani con lo scopo di far risaltare i testi e di dare un sapore acusticheggiante al tutto.

I temi sono a metà tra l’impegnato e l’introspettivo e c’è un ampio uso di figure retoriche d’impatto sature di quel sapore urbano alla Luci della Centrale Elettrica che sa di fumo di ciminiera, di pozze di petrolio e di periferie industriali in decadenza. Il brano d’apertura è, appunto, Olio, benzina e cherosene, esprime, muovendosi in un malinconico sottofondo di chitarre e tastiere accennate, un disagio sociale che sfocia in una pressante sensazione di sconfitta. Segue In fondo al mare, pezzo esistenzialista che non lascia speranza e trasuda arrendevolezza, contenente, inoltre, uno sfogo quasi punk nel finale. Una nota di serenità che allenta la tensione arriva con Il giardino segreto, forse il brano più positivo dell’opera, in cui sembra scomparire quel costante pessimismo di fondo.

Ma subito il cielo torna grigio, anzi, Color petrolio, com’è il titolo della canzone che segue; la partenza è in sordina con una chitarra arpeggiata e malinconica che sa molto di triste ninnananna ma con un finale liberatorio e catartico. Con Nel buio, forse il brano più originale e meglio riuscito dell’intero EP, si sfiorano sonorità post rock azzeccate ed intense; si chiude infine di cattiveria con All’interno, pezzo semipunk anch’esso molto “brondiano”.

In conclusione è inevitabile notare l’influenza spesso eccessiva del background musicale di riferimento di questi ragazzi romani; l’originalità non è quindi il loro punto di forza ma non per questo si deve evitare di riconoscere la rielaborazione personale, che è presente, la validità tecnica e l’indiscusso impatto emotivo di questo esordio, magari non brillante, ma senza dubbio discreto ed interessante.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Olio, benzine e cherosene
  • 2 · In fondo al mare
  • 3 · Il giardino segreto
  • 4 · Color petrolio
  • 5 · Nel buio
  • 6 · All'interno

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