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Recensioni | Pubblicato il 28 marzo 2013

Body Cheetah

Body Cheetah

Finger Prick

Genere: Elettronica, Psych-Folk, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Woozy Tribe

Servizio di:

E’ un personaggio abbastanza schivo e misterioso Body Cheetah. Non sappiamo molto di questo musicista e cantante proveniente dagli Stati Uniti. Dalla pagina bandcamp possiamo individuare in  Blonde B*tches Ain’t Free il debutto ufficiale. L’ultimo lavoro si intitola invece Finger Prick e mette in luce molti aspetti interessanti della sua musica.

E’ difficile spiegare come si compone il sound ma ci proverò: c’è una forte base folk-pop dalle tendenze psichedeliche, aspetto che prevale in tutto l’album insieme all’atmosfera cupa. Poi vengono inseriti e integrati altri aspetti che delineano stili e strutture diverse: interviene l’elettronica che spezza la linearità degli arrangiamenti o gioca da solista, si presentano incursioni vicine all’hip-hop e persino subliminali riferimenti al movimento ‘r’nb. Una varietà che si poggia sulla melodia derivante dalla fragile voce dell’artista statunitense.

Africanized” è quella che possiede la struttura più lineare e che meno risente dei suoi “giochi” sperimentali. L’elettronica si affaccia in “Julia Was Never Sick”, brano che giustifica l’accostamento ai Bear in Heaven. Con Evolved”  si hanno le prime visioni riguardanti la discontinuità e l’ossessività ritmica senza alterare l’armonia di fondo che la sua voce evocativa è in grado di creare. E da questo momento si cambia registro.

Si inizia con “Breathing Ghetto”, un brano ruvido che esalta l’aspetto psichedelico della sua musica. L’elettronica prenderà sempre più spazio e in “Genocide” diventa più consistente in alcuni punti ricalcando le dinamiche hip-hop. Queste si manifesteranno in maniera esplicita nel lento incedere di  ”Nightmare Casandra”. Il finale con “I Can Be W.E” va a racchiudere tutte le anime di Body Cheetah con un maggiore focalizzazione sulla visionarietà e la discontinuità del suono.

Finger Prick è lo specchio dell’ecletticità e del talento da manipolatore e architetto di Boody Cheetah: il pregio maggiore è quello di saper dare dinamicità al suono, farlo evolvere, disaggregarlo e ricucirlo senza abbandonare l’aspetto melodico che risulta presente in quasi tutte le tracce. Un artista su cui punterei molto per il futuro.

 

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Africanized
  • 2 · Julia Was Never Sick
  • 3 · Evolved
  • 4 · Breathing Ghetto
  • 5 · Genocide
  • 6 · Nightmare Casandra
  • 7 · I Can Be W.E

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