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Recensioni | Pubblicato il 9 gennaio 2015

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Thegiornalisti

Fuoricampo

Genere: Synth-pop, Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: Foolica

Servizio di:

Le canzoni pop hanno uno strano potere: quando piacciono riescono a stabilire una tregua tra il giudizio sulla musica e lo snobismo. Le canzoni pop se piacciono piacciono e basta, non c’è bisogno di farsi altre domande.

Thegiornalisti arrivano con questo Fuoricampo alla fatidica prova del terzo disco e tante cose sono cambiate. Sono state abbandonate le atmosfere che permeavano i primi due dischi “Vol. 1” e “Vecchio” a favore di un suono che non nasconde le sue influenze, per quanto non siano di quelle che esaltano. Esclusa la forte influenza che Dalla esercita su tutto il disco (sia nei testi che nelle voci), ci troviamo davanti a canzoni che riportano alla mente il suono degli Stadio e degli anni ’80. Gli anni ’80 hanno un po’ stancato, soprattutto in questo periodo di revival incondizionato e ad ogni costo; eppure qua la band romana lo declina in maniera più che accettabile perché, quando c’è una proposta onesta e originale è chiaro che il piacere sia maggiore.

Il disco si compone di 10 tracce, dieci racconti più o meno articolati, differenti ma risalenti tutti ad un’unica chiave comune che è poi ciò che rende il disco ciò che è. Si tratta di un unico calderone che raccoglie intenti, testi e musiche e che, cosa assai rara, riesce ad amalgamare tutto senza stancare l’ascoltatore scongiurando la ripetitività. Perché ci sono alcune tracce che arrivano dirette e senza nessuna mediazione (pezzi come “Promiscuità” con il suo racconto orgiastico o la malinconia oscurata da suoni dolci e appiccicosi di “Per lei”) mentre ce ne sono altre in cui i suoni elettronici anni ’80 riempiono pian piano un bicchiere che però non trabocca mai, anzi, una volta bevuto ti lascia con la sete (è il caso della bellissima “L’importanza del cielo. (Myazaki)” o l’altrettanto bella “Fine dell’estate” velata da una mestizia che poi è difficile togliersi di dosso).

Tuttavia il primo ascolto del disco lascia una strana sensazione, la consapevolezza che questi brani scivolino addosso all’ascoltatore senza rimanere, vuoi per la leggerezza nei suoni, nella voce e nelle appiccicose melodie, vuoi per i testi che nella loro apparente semplicità (apparente ma non reale) non sembrano essere a fuoco. In realtà poi il disco cresce sempre di più con gli ascolti e si capisce che non c’è solo un tentativo di essere più accondiscendenti verso il pubblico ma c’è soprattutto una forte valenza artistica e l’originalità di una proposta da non farsi scappare (“Proteggi questo tuo ragazzo”, “Balla” e “Socializzare” sono pezzi di cui sarà difficile non canticchiare le melodie).
Questa complessa semplicità sarà il motivo per cui vi ritroverete a non potervi staccare da queste canzoni.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Per lei
  • 2 · Promiscuità
  • 3 · Proteggi Questo Tuo Ragazzo
  • 4 · Mare Balotelli
  • 5 · L'importanza Del Cielo (Myazaki)
  • 6 · Aspetto Che
  • 7 · Fine Dell'Estate
  • 8 · Insonnia
  • 9 · Balla
  • 10 · Socializzare

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