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Recensioni | Pubblicato il 27 aprile 2015

Fine

Garbo & Luca Urbani

Fine

Genere: Glam-rock, Elettro-Pop

Anno: 2015

Casa Discografica: XXXV

Servizio di:

Il fenomeno crowdfunding continua a regalare pietre preziose a quel che rimane del martoriato mercato discografico italiano. Ancor più encomiabile se offre ad artisti del calibro di Garbo & Luca Urbani entrambi , chi più chi meno, schegge impazzite della musica nostrana, di realizzare un album denso e raffinato come Fine. Autoprodotto ma pubblicato con l’ ambiziosa etichetta XXXV, la quale sta distinguendosi per la qualità artistica delle proprie uscite discografiche e non solo.

Fine rientra perfettamente in questa aurea lucente, nonostante le atmosfere noir disseminate nell’album. Un pop-rock magmatico e corposo fungono da linee guida in questo viaggio segnato anche da sprazzi di luce inaspettate dove è la concupiscente voce di Garbo a restituirne una visione sempre mutevole: le liriche di Fine si riversano copiose sui tappeti sonori, talvolta tesi al glam-rock (“Ultimo Viaggio”) altre all’electro-pop (“Libero”), ricreati con perizia da Urbani che porta in questo album tutta la sua tensione sperimentale per l’elettronica, seppur senza mai eccedere. Il risultato è un album perfettamente bilanciato nelle sue varie sfaccettature, segno anche di una già collaudata collaborazione tra i due musicisti iniziata nel 2012 e concretizzatasi nel bellissimo disco “La Moda”. Nessuno strappo imprevisto, dunque, e a giovarne è anche l’aspetto testuale dell’opera: incredibilmente suggestivo e a tratti doloroso in “Mia Melancholia” o più scarno ed essenziale in “La Fine”, sempre contraddistinto da una ricercata raffinatezza anche nella resa sonora. È interessante notare, infatti, come musica e testo siano funzionali tra loro ed è naturale, dunque, ritorna al succitato discorso dell’ottima pasta sonora ricreata: trionfa la suggestione di “Allinearsi”, dove sul finale è degna di nota la prova di Denise, così come la cinica indolenza in salsa new wave di “Che Meraviglia”. Il senso della fine – anche come potenziale nuovo inizio – è costante: i due nostrani ne sfidano le ossessioni, con arrembanti bordate elettro-rock in “Prima della fine”, quasi un manuale su come prepararsi alla fine, o nelle sperimentazioni elettroniche di “Bidimensionale”. La chiusura – “Stella Nera” – è affidata ad una rilettura, in chiave raffinatamente acustica, di un brano appartenente al repertorio di Garbo, qui trasfigurato in una contaminazione di riverberi in concomitanza al trasognato sax di Stefano Della Giustina e che riesce a conciliare le due anime tormentate a guida di questo controverso concept.

Quando un album come Fine viene concepito da due artisti di spessore come Renato Garbo e Luca Urbani è naturale attendersi un risultato lodevole ebbene le aspettative relative a questo progetto non potranno che trovare il totale appagamento da parte di fans e fruitori occasionali. Dietro a stilemi, talvolta anche in antitesi, e a sonorità così ben modellate risulta difficile non subirne una certa fascinazione. Bello anche constatare che la voce di Garbo pare non subire l’incedere del tempo, anzi quasi ne guadagni in intensità. Più che ad una “fine”, confidiamo in un nuovo inizio.

Voto: 7.8/10

Tracklist:

  • 1 · Ultimo Viaggio
  • 2 · La fretta
  • 3 · Novecento
  • 4 · Libero
  • 5 · Mia Melancholia
  • 6 · Il Fine
  • 7 · Allinearsi
  • 8 · Che Meraviglia
  • 9 · Prima della Fine
  • 10 · Bidimensionale
  • 11 · Stella Nera

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