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Recensioni | Pubblicato il 8 dicembre 2014

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Santo Barbaro

Geografia di un corpo

Genere: New-wave, Alt.Rock, Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: diNotte Records

Servizio di:

Il ritorno dei Santo Barbaro è un’ottima notizia per la scena indipendente italiana, ancor più se si pensa al fatto che, subito dopo il tour legato al precedente lavoro Navi, la band avesse deciso di staccare la spina agli strumenti.

L’esigenza di Pieralberto Valli, voce e colonna portante del progetto assieme a Franco Naddei, di esprimersi attraverso la scrittura, ha però cambiato le carte in tavola spingendo i due musicisti verso il dietrofront, non prima di aver tuttavia rivoluzionato l’approccio alla realizzazione dell’album.

Non più mesi di chiusura in studio, né un lavoro ridotto a due soli elementi, ma una realizzazione più spontanea e allargata alla presenza di altri compagni di viaggio, amici nonché musicisti di indubbio valore (nello specifico, 2 chitarre, 2 bassi, 2 batterie, 2 percussioni, 1 synth; Diego Sapignoli (Sacri Cuori, batteria e percussioni), Michele Camorani (Raein, batteria), Matteo Rosetti (Le Croste, batteria), Roberto Villa (Giacomo Toni, basso), Francesco Tappi (Opez, basso), Michele Bertoni (Aidoru, chitarra elettrica), Lucia Centolani (Talismanstone, percussioni)).

Il risultato è Geografia di un corpo, un album registrato quasi in presa diretta che allontana i Santo Barbaro dall’elettronica del precedente disco, per dirigerne gli sforzi verso atmosfere ugualmente cupe ma più ruvide e a tratti quasi rabbiose.

Lo dimostrano gli slanci post-punk/new-wave di brani come “Lacrime di androide” o “Corpo non menti”, intrise di un’ossessività non solo musicale ma anche lirica, tra percorsi circolari chitarra-basso-batteria e l’ampio utilizzo delle ripetizioni testuali. Ripetizioni che diventano a volte ficcanti come chiodi, quando Valli spinge la sua penna verso un ermetismo tanto scheletrico quanto denso, come accade in “Pavlov”, innanzitutto, ma anche nelle consonanze, nelle allitterazioni e nei versi ripetuti a mo’ di mantra di “Finché c’è vita”, “Tra gli alberi” e “La necessità di un’isola”.

Così come per i precedenti lavori, vastissimi sono i riferimenti letterari e culturali cui Pieralberto Valli attinge, senza peraltro farne mistero: dalla letteratura russa, in primis, al movimento ascetico ortodosso degli Stolti in Cristo, la cui visione permea l’intero viaggio tra le tracce, passando per Dick e Houellebecq, il tutto immerso nella consueta abilità dei Santo Barbaro di creare atmosfere ora sensuali (“Cosmonauta”), ora delicatamente avvolgenti (“Ti cammino dentro”), ora più crude e taglienti (“Zolfo”).

Geografia di un corpo, anticipazione musicale di un romanzo che vedrà la luce nei prossimi mesi, si presenta dunque come un lavoro stratificato e dai contenuti multiformi, che conferma i Santo Barbaro come una delle migliori realtà attualmente in circolazione nel nostro paese, pane per i denti di tutti quei fruitori che cercano di guardare oltre e che ancora godono nel fare proprio il lavoro di ricerca, culturale prima ancora che musicale, di artisti appassionati e poco inclini a svendere la loro ispirazione.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Lacrime di androide
  • 2 · Pavlov
  • 3 · Cosmonauta
  • 4 · La necessità di un'isola
  • 5 · Zolfo
  • 6 · Corpo non menti
  • 7 · Finché c'è vita
  • 8 · Ora il presente
  • 9 · Ti cammino dentro
  • 10 · Tra gli alberi
  • 11 · In memoria di nessuno

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