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Recensioni | Pubblicato il 3 marzo 2015

CVTruppi

Giovanni Truppi

Giovanni Truppi

Genere: Psichedelico, avant-pop

Anno: 2015

Casa Discografica: Woodworm label

Servizio di:

Eccessivo e fuori dagli schemi questo terzo, omonimo album del musicista napoletano Giovanni Truppi, avanguardista genuino della canzone d’autore oltre che “rottamatore” di tutta una scuola di pensiero nazionale legata al songwriting. Tutto questo eseguito con la leggerezza di un bambino che si scruta fuori e dentro, alla ricerca di un’immagine reale del vivere quotidiano. Ironico, cinico e, talvolta, incredibilmente introspettivo: Giovanni Truppi fotografa con schiettezza il disordine di un paese, una generazione, un umano sempre meno umano, raccontato perfettamente in Stai andando bene Giovanni, una sorta d’incoraggiamento che il singer campano rivolge a sé stesso su una distorta base alt-rock.

Lo scrosciante flusso di parole di Truppi rimane costante per quasi tutta la durata del disco e, anzi, a volte si ha l’impressione di ascoltare, più che canzoni, dei nudi pensieri in libertà. I testi, tuttavia, non sono mai banali o casuali: c’è uno studio minuzioso, reso sacrosanto dalla penna visionaria dello scrittore italiano Antonio Moresco, qui guida filosofica di Truppi, decisivo soprattutto in “Lettera a Papa Francesco I”, nata da una reinterpretazione di uno stralcio del libro di Moresco – “Lettere a nessuno”. Capita allora che la leggerezza della ballata avant-pop “Superman”, si scontri con la vena malinconica di “Pirati” che ricorda la brillantezza e l’ingenuità dei primi brani dei siculi Marta Sui Tubi : due band qui suonano contemporaneamente lo stesso pezzo e il risultato è di grande effetto. L’esuberanza espressiva è inarrestabile e la mole dei pensieri in libertà va sempre più amplificandosi in “Conversazione con Marco sui destini dell’umanità”, per tornare poi alla semplicità di ritmi da “canzonetta” de “Il Pilota è vivo” o con le abrasioni lo-fi di “Alieno”. Ironia e cinismo tornano con forza sul finale nella cruda e sincera “Hai messo incinta una scema”, che probabilmente quasi ognuno di noi potrebbe dedicare ad un caro amico e che riesce a strappare un sorriso oltre che una piccola riflessione sul rapporto uomo-donna … La chiusura è affidata ad un delicato pianoforte, che corre dietro a parole imbastite sulle suggestioni de “Il Diario di Eva” di Mark Twain : una canzone che parla di “Eva”, come simbolo di un’umanità da riscoprire e da mettere in discussione costantemente. Un brano che sorprende per la sostanziale differenza con le restanti tracce del disco: Eva è l’ultimo coniglio dal cappello pescato da Truppi prima di arrestare il flusso di pensieri.

Compiere questo viaggio, fuori e dentro l’immaginario di Truppi, è un’esperienza sicuramente nuova e a tratti, esilarante. Si naviga a braccio senza poter mai contare su punti di riferimento fissi o schematici. L’eterogeneità di stili e generi che caratterizzano “Giovanni Truppi” bastano soli a porre l’album in una posizione di rilievo, nonostante la presenza di tracce che funzionino meno rispetto ad altre. Truppi osa e lo fa con spirito da fanciullo ribelle!

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Stai andando bene Giovanni
  • 2 · Superman
  • 3 · Lettera a Papa Francesco I
  • 4 · Pirati
  • 5 · Alieno!
  • 6 · Conversazione con Mario sui destini dell'umanità
  • 7 · Il pilota è vivo
  • 8 · Hai messo incinta una scema
  • 9 · Tutto l'Universo
  • 10 · Eva

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