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Recensioni | Pubblicato il 25 dicembre 2015

girlsnames

Girls Names

Arms Around A Vision

Genere: post-punk

Anno: 2015

Casa Discografica: Tough Love Records

Servizio di:

Premete il tasto rewind e leggete queste righe :<< I Girls Names emergono dall’anonimato della nebulosa post punk unendo l’urgenza espressiva di band punk come i Saints con l’approccio arty dei Bauhaus, numi tutelari dei nostri. Hanno bisogno di esprimere rabbia e delusione, poesia e visione del futuro. Insomma totale contemporaneità>>: Adesso premete il tasto fast forward e ritornate nel presente, perché quelle righe non le ho scritte nel 1981, ma adesso. E sono la descrizione del suono di una band, i Girls Names, che suona adesso ma ha dentro di sé lo spirito rivoluzionario di fine anni settanta. Stessa estetica, poesia, disperazione. E per la band di Belfast, attiva dal 2009, è un processo di regressione temporale che accelera con il recente Arms Around a Vision, appena uscito per la Tough Love Records. Se nel precedente The New Life del 2013 il verbo eighities era addolcito da una pulizia nei suoni che ammorbidiva l’effetto revival, qui nel revival ci siamo con tutti i piedi.

E sia detto non per svalutare l’opera, ma per enfatizzare che l’intenzione di riportare in vita verbo post punk è molto legata alla contemporaneità e al disagio generazionale che tale linguaggio esprime alla perfezione. Inquietudine, disincanto, ricerca interiore, risposte al tentativo di annichilire le coscienze ai tempi dell’Isis.

L’inizio di “Reticence” èdilaniato dal riff acido di chitarra, punk fino all’osso, poi la canzone prosegue splendidamente con il fascinoso cantato di Cathal Cully  e una delicatezza new wave che sono i migliori a proporre. “Artificial Spring” è un gioiello sospeso tra Saints e tastierine squillanti. “Desire Oscillation” richiama l’estetica dei Christian Death, mentre il singolo “A Hunger Artist” è tutto un obliquo fluire di coscienza, ritmo e accordi in minore. “Malaga”  affonda la lama nella carne delle incertezze con il suo giro di basso distorto che piacerebbe ancora tanto a Peter Murphy, per poi intarsiare trame con un dolce pianoforte. E così via.

Belle canzoni, un revival che non sa di revival, una band da scoprire. A voi la scelta se ascoltare loro o gli originali.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Reticence
  • 2 · An Artificial Spring
  • 3 · Desire Oscillations
  • 4 · (Obsession)
  • 5 · Chrome Rose
  • 6 · A Hunger Artist
  • 7 · Màlaga
  • 8 · Dysmorphia
  • 9 · (Convalescence)
  • 10 · Exploit Me
  • 11 · Take Out The Hand
  • 12 · I Was You

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