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Recensioni | Pubblicato il 4 marzo 2013

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Day Joy

Go to sleep, Mess

Genere: Dream-folk, Indie-pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Li abbiamo conosciuti in una sera di fine dicembre nella nostra rubrica Hidden Sounds (era il capitolo 32 del viaggio: http://www.sonofmarketing.it/hidden-sounds-il-diario-di-viaggio-capitolo-32/ ) e ospitati all’interno dell’omonima compilation in free download, con il brano che dà anche il titolo al loro primo album, Go to sleep, Mess: parliamo dei Day Joy, duo statunitense proveniente da Orlando, Florida. Progetto musicale nato con pochi mezzi e per lo più spinto dall’amicizia che lega i due componenti della band, quello di Peter Michael Perceval e Michael Serrin si presenta come un riuscito connubio tra il folk e l’indie pop, tra sonorità acustiche e delicati inserti elettronici.

Origini modeste, sì, ma i Day Joy sanno il fatto loro e con le dieci tracce di Go to sleep, Mess mettono sul piatto una gradevole ventata di freschezza che, se da un lato non intende rivoluzionare il mondo della musica indie, di sicuro si colloca tra le più interessanti novità di questi primi mesi dell’anno.

Apertura affidata alla bucolica “Animal noise”, brano dalle linee melodiche tipicamente folk, l’esordio dei Day Joy è pane per gli amanti delle atmosfere dolci e trasognanti, ma assolutamente mai smielate; vocalità avvolgente, chitarre pizzicate con grazia, armoniche, banjo, effetti mai invadenti che qui e là donano nuove sfumature di colore ai pezzi, si passa dalle atmosfere corali di “Bone and bloody” ai ritmi trascinati della splendida “Talks of terror” o alla sensualità di “CCD” lasciandosi sopraffare da quell’aura di serenità che sembra pervadere l’intero disco.

Con “Walking home” e “Purple”, le aspirazioni dream-folk del duo di Orlando trovano la loro realizzazione in strutture musicali lineari ed efficaci, che non disdegnano arricchimenti a base di elettronica ed archi e, mentre “Melting” scomoda scenari di stampo Grizzly Bear, “Everything is going to last” e “Splattered like me” allentano la presa spostandosi su un’impostazione più dilatata che culmina nella parte finale della seconda delle due tracce citate.

L’album si chiude con la title-track “Go to sleep, Mess” che, come si diceva, i più attenti lettori di queste pagine hanno già potuto apprezzare all’interno della compilation Hidden Sounds vol. I (ancora in free download sul nostro profilo Bandcamp: http://sonofmarketing.bandcamp.com/album/hidden-sounds-vol-i), altra piccola chicca dal piglio malinconico ma al tempo stesso rincuorante, che mette il sigillo ad un lavoro amabile e ben costruito.

Un esordio che senza dubbio non lascia delusi, ma che anzi conferma le aspettative riposte nei Day Joy dopo l’ascolto delle prime due tracce diffuse on line. Da tenere a portata di cuffia, per le serate a base di nostalgia o, più semplicemente, per allentare le tensioni a colpi di caldi abbracci musicali.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Animal noise
  • 2 · Bone and bloody
  • 3 · Talks of terror
  • 4 · Walking home
  • 5 · Purple
  • 6 · CCD
  • 7 · Melting
  • 8 · Everything is going to last
  • 9 · Splattered like me
  • 10 · Go to sleep, Mess

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