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Recensioni | Pubblicato il 5 luglio 2013

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Gold Panda

Half Of Where You Live

Genere: Elettronica, Ambient

Anno: 2013

Casa Discografica: Ghostly International

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A due anni di distanza da Companion, l’eclettico produttore dell’Essex torna col suo nuovo carico di atmosfere esotiche, sfumature che già avevamo imparato ad apprezzare nei precedenti album in studio. Anticipato dall’uscita dei singoli Brazil e My Father in Hong Kong 1961, Half Of Where You Live ha fondamentalmente il compito di portare avanti quell’elegante ricchezza di immagini e di intrecci ritmici che scaturiscono dai lavori passati, evitando contemporaneamente di ripetere schemi già visti gli scorsi anni. Ciò si traduce, all’atto pratico, in un disco che da subito cattura l’ascoltatore con una ritmica molto più accentuata ed accelerata del passato (Junk City II, Brazil stessa), a tratti ballabile e quanto mai coinvolgente, tanto da lasciare inizialmente in secondo piano quelli che sono i tipici ambienti rilassanti e stranianti a cui eravamo abituati.

 Tutto questo non vuol dire, d’altra parte, che Gold Panda si lasci alle spalle quegli spazi musicali che hanno fatto la fortuna dei primi due album: continuano infatti i periodici riferimenti alla musica orientale (si veda un’ottima We Work Nights), misti talvolta a brani che riescono perfettamente a fare a meno della base ritmica (S950), tanto da alternarsi con astuta semplicità alle tracce più ‘spinte’ sopracitate. Half Of Where You Live è dunque capace di mettere in mostra le sue mille sfaccettature (un po’ come lo splendido artwork di copertina realizzato come sempre da Andy Gilmore) spaziando in modo equilibrato dall’ambient minimale di Enoshima ai ritmi tropicali di Brazil, per poi tornare a casa negli elaborati giardini giapponesi di Community.

 Gold Panda sembra perciò fondere in un’unica entità quelle che sono le esperienze sviluppate nel primo Lucky Shiner, album d’esordio ed esportazione del suo timbro esotico del tutto inusuale, frutto sicuramente degli studi alla scuola orientale di Londra, e dall’altra dalle conferme che si erano trovate nel Companion di Quitters Raga e Back Home.

Non si cambia registro, ma si continua sulla buona strada, trovando brano dopo brano un nuovo spunto da svolgere e portare avanti in direzioni sempre diverse. Tuttavia, non c’è modo migliore di riassumere tutto quanto è stato detto con l’ultimo, eccellente brano di Half of Where You Live, Reprise, che ci abbandona con una serenità unica, tanto glitch e qualcosa in più di un semplice sorriso sulle labbra.

Voto: 7.1/10

Tracklist:

  • 1 · Junk City II
  • 2 · An English House
  • 3 · Brazil
  • 4 · My Father in Hong Kong 1961
  • 5 · Community
  • 6 · S950
  • 7 · We Work Nights
  • 8 · Flinton
  • 9 · Enishima
  • 10 · The Most Liveable City
  • 11 · Reprise

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