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Recensioni | Pubblicato il 2 giugno 2014

veivecura_goodmorningutopia

Veivecura

Goodmorning Utopia

Genere: Pop, Neoclassic

Anno: 2014

Casa Discografica: La Vigna Dischi

Servizio di:

C’è una sottilissima linea di confine che mantiene separati sogno e realtà e solo a pochi artisti è dato il dono di sapersi muovere con leggerezza lungo questa retta, per fare da tramite tra i colpi materiali di questo mondo e le suggestioni eteree che ci avvicinano alle immagini al di là del muro; sensibilità artistiche fuori dal comune, tra le quali è impossibile non annoverare Veivecura, nome dietro cui si cela il polistrumentista modicano Davide Iacono.

Musicista e compositore tra i più interessanti del nostro attuale panorama musicale, Veivecura è tornato a far parlare di sé in queste settimane con il suo terzo lavoro in studio, intitolato, quasi come fosse una dichiarazione d’intenti, Goodmorning Utopia. Speranze, sogni, la continua tensione verso qualcosa di infinito, l’ultimo album del folletto siciliano è un viaggio multidimensionale che prende forma tra le pieghe di composizioni dalla struttura cristallina e melodie costantemente vestite di eleganza.

L’entrata in scena con i reverse ed il tratto sperimentale di “Persepolis” evidenzia il primo punto di rottura con i lavori precedenti, laddove Veivecura sceglie di dare un taglio più internazionale alla propria scrittura, adottando per la prima volta liriche in lingua inglese. L’impatto è sin da subito più che positivo e diventa facile ritrovarsi avvolti nell’ipnosi melodica delle successive tracce, sia negli episodi di stampo più classico (“Ad astra”, “Nei tuoi occhi legno”), dominati dall’utilizzo del pianoforte, sia nel fresco incedere pop di brani come “Oxymoron” o il primo episodio della triade utopica (“Utopia Pt. I-III (Baggio)”, con il fantasista vicentino ed il suo calcio di rigore ad USA ’94 utilizzati come metafora dei sogni infranti sul più bello), che dalle festose atmosfere iniziali sfocerà in una meravigliosa suite orchestrale.

In “Young river” è ancora la voce eterea di Davide Iacono a tenere il passo di una struttura melodica elegante, mentre la strumentale “Utopia Pt. IV-V (Atlantica)” rapisce con le sue policromatiche sfumature, in un crescendo sonoro dal quale è impossibile non farsi ammaliare.

L’incanto non si spegne nei due episodi finali, di nuovo vicini ad un’impronta più neoclassica, tra vulcani inabissati nel mar Mediterraneo (“Utopia Pt. VI-VII (Marsili)”) e un commiato notturno (“Goodnight Utopia”) affidato alla delicatezza senza tempo di un pianoforte in stato di grazia, che d’improvviso si ritroverà avvolto come in un sogno, nei gioiosi abbracci di flauti e percussioni.

Album ricco e dalle mille sfumature, impreziosito dalla presenza di un’orchestra di 15 elementi a far da supporto a Iacono e ai suoi tre compagni di viaggio (Salvo Scucces, Piero Giunta e Salvatore Puma), Goodmorning Utopia è il nostro spirito di immaginazione che prende forma.

Un’esperienza musicale in grado di donare luce anche alle giornate più buie, facendo da sottofondo ai più intimi momenti di riflessione, e a cui abbandonarsi con la speranza e la consapevolezza che tra sogni, ideali e speranze, c’è sempre spazio per un’Utopia in cui rifugiarsi al riparo da tutto.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Persepolis
  • 2 · Ad astra
  • 3 · Utopia Pt. I-III (Baggio)
  • 4 · Nei tuoi occhi legno
  • 5 · Young river
  • 6 · Utopia Pt. IV-V (Atlantica)
  • 7 · Oxymoron
  • 8 · Utopia Pt. VI-VII (Marsili)
  • 9 · Goodnight Utopia

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