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Recensioni | Pubblicato il 28 maggio 2015

jress

Tobias Jesso Jr

Goon

Genere: Songwriting, pop

Anno: 2015

Casa Discografica: True Panther

Servizio di:

Narrazione dai tratti cinematografici e vita reale corrono sullo stesso binario in questo album di debutto del giovane cantautore canadese Tobias Jesso Jr, giunto alla realizzazione di “Goon” dopo un tortuoso percorso fatto d’incontri fortuiti ed episodi imprevedibili : l’ostinata ricerca del sogno americano nei panni di un bassista pop che si rivela del tutto illusorio, il ritorno necessario a Vancouver per un cancro diagnosticato alla madre fino alla “rinascita” definitiva in seguito al ritrovamento (anch’esso fortuito) di un vecchio pianoforte della sorella. La trama romanzesca è perfetta e c’è anche l’espediente secondo cui il protagonista dichiara di non essersi mai approcciato allo strumento; eppure “Goon” pare soffrire poco, pochissimo anzi, questa inesperienza pur mostrando nitidi limiti tecnico-stilistici che rallentano leggermente la corsa a gridare al <<capolavoro>>.

Diciamolo subito, però, ascoltare l’album di Jesso Jr regala una condizione di benessere serafica che spinge a riascoltare più e più volte i dodici affreschi di Goon. Sarà la voce cristallina, carezzevole e mai invadente del giovane di Vancouver o quella innegabile vicinanza ad un mood talmente seventies da scomodare Miti per eccellenza dell’immaginario cantautorale dell’epoca quali Lennon & McCartney, passando per Elton John e l’indolenza di matrice Sparklehorse. Un miscuglio esplosivo ma che riesce però a connotare l’essenza intrinseca di Goon , schiacciato e tritato da storie d’amore andate male – la fragilità di “How could you babe?” esorcizzata con un cantato che si spinge come mai – sconfitte dolorose in “Hollywood” – sunto della sua complicata avventura a Los Angeles (So I found the best advice/ “Go and get a job”But I don’t know if I can take it cause I never understood/I think I’m gonna die in Hollywood)  così come la delicatezza ossessiva di “Can’t stop thinking about you” e gli stilemi classicamente lennoniani di “Without You”, che riescono a rapire l’ascoltatore con colpi ben assestati di pianoforte: tutta essenza e scarna tecnica. La supremazia dei tasti bianchi&neri balza da subito all’attenzione ma Jesso Jr riesce anche a mettersi in gioco chitarra e voce nella brillante ballata “The Wait”, in stile “Here comes the Sun”,  o nei chiaroscuri neo-folk della conclusiva “Tell the Truth”, dove trovano spazio anche suggestivi echi d’archi. Le trame ordite dal canadese si stemperano su una tavolozza di colori arricchiti di sfumature pop in “Crocodile Tears” e di un blues minimale in “Bad Words”. La componente seventies torna con forza nell’intensissima “Just a Dream”-  dedicata ad una figlia immaginaria e tra le prove più interessanti dell’album – brano che riesce a racchiudere in toto la maestria di questo giovane nello svecchiare architetture sonore retrò attraverso innesti d’incredibile freschezza espressiva.

La bolla magica in cui è racchiuso Goon lascia passare poca luce, offrendo ad un ascoltatore poco attento l’idea di un album quasi d’omaggio ad un preciso periodo storico-musicale. L’ombra dei “classici” aleggia con insistenza sulle 12 tracce dell’album, che però riesce a farsi apprezzare nella sua interezza, probabilmente, per quella velata malinconia onnipresente e che spinge ad andare oltre. A congelare la prima prova di Tobias Jesso Jr è sicuramente la presenza, talvolta ingombrante, del pianoforte – arma a doppio taglio. Poca roba in relazione alla vagonata di ottime sensazioni che derivano da questo che è uno dei migliori album di debutto del 2015. La strada intrapresa lascia ben sperare, sicuramente da tenere d’occhio il giovane di Vancouver.

 

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Can't stop thinking about you
  • 2 · Without you
  • 3 · Can we still be friends
  • 4 · The wait
  • 5 · Hollywood
  • 6 · For you
  • 7 · Crocodile tears
  • 8 · Bad words
  • 9 · Just a dream
  • 10 · Leaving LA
  • 11 · Tell the truth

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