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Recensioni | Pubblicato il 16 dicembre 2013

death-grips

Death Grips

Government Plates

Genere: Experimental hip-hop

Anno: 2013

Casa Discografica: Third Worlds

Servizio di:

A metà novembre, senza particolare clamore e nel modo più diretto possibile, ecco spuntare – ancora una volta in download gratuito sul sito ufficiale thirdworlds.net – il nuovo disco dei Death Grips, trio californiano che dal mixtape Exmilitary propone un modo tutto personale di fare hip-hop. E non solo questo, a giudicare dall’exploit che li vide, appena un anno fa, rilasciare gratuitamente il loro secondo disco NO LOVE DEEP WEB con tanto di dito medio alla (ormai ex) major di riferimento. Per tacere della copertina, diventata poi oggetto di rifacimenti più o meno discutibili. Seppur col consueto approccio antagonista e fuori dagli schemi, quel lavoro non riusciva a colpire dove invece i precedenti risultavano straordinariamente intriganti, mettendo in campo una sfilza di tracce prive di slancio e sample ispirati.

In Government Plates tutto questo sembra ritornare, almeno parzialmente, su binari apprezzabili, se non altro per il tentativo più che tangibile di restituire il vigore caotico e destabilizzante dei brani migliori del loro repertorio: il primo segnale arriva, manco a dirlo, dalla traccia d’apertura, urla e rumori di vetri infranti ad aprire per una scheggia noise da chiamata all’assalto. E’ il loro pane in fondo, e ci tengono a ribadirlo nello sconquasso della successiva ‘Anne Bonny’, coacervo di beat saturi che implodono su un loop elettronico. Si cambia, si sperimenta, ma non c’è tempo per prendere fiato se non dopo l’uno-due sincopato che, attraversati i bozzetti psicotici di ‘Two Heavens’ e ‘This is Violence Now (Don’t Get Me Wrong)’, porta al break di ‘Birds’: Death Grips going abstract, ancora più del solito almeno, lo straniamento si fa vertigine e trova approdo in un riff ipnotico.

Evidente la sperimentazione sulle strumentali, mai come in questo caso al centro della scena e in grado di catapultare l’ascoltatore in un inferno di suoni distorti, ritmi martellanti e campionamenti ben rappresentato dalla seconda metà dell’album, tutta giocata su brevi distanze meno che nella conclusiva ‘Whatever I Want (Fuck Who’s Watching)’, pezzo più lungo del lotto e autentico concentrato dell’anarchia sonora costruita da MC Ride e compagnia. Anarchia che nei fatti li caratterizza più di ogni altra cosa: Government Plates non avrà l’urgenza espressiva di Exmilitary né la compiutezza di The Money Store ma si difende bene, avendo dalla sua l’audacia di un sound potenzialmente in grado di aprire nuovi, interessanti scenari.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · You Might Think He Loves You For Your Money But I Know What He Really Loves You For It's Your Brand New Leopard Skin Pillbox Hat
  • 2 · Anne Bonny
  • 3 · Two Heavens
  • 4 · This Is Violence Now (Don't Get Me Wrong)
  • 5 · Birds
  • 6 · Feels Like a Wheel
  • 7 · I'm Overflow
  • 8 · Big House
  • 9 · Government Plates
  • 10 · Bootleg (Don't Need Your Help)
  • 11 · Whatever I Want (Fuck Who's Watching)

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