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Recensioni | Pubblicato il 24 febbraio 2015

Heavy-Love- Duke Garwoodcover

Duke Garwood

Heavy love

Genere: Psych-Folk

Anno: 2015

Casa Discografica: Heavenly/PIAS

Servizio di:

Che cos’è la felicità? Non so come definirla. E’ come acqua: ti scivola di mano e spesso non la ritrovi più. Questo è quello che il musicista inglese Duke Garwood risponde a un giornalista di un noto settimanale americano in occasione della presentazione del suo ultimo disco, Heavy Love, il disco che “apre” di un poco la sua figura claustrofobica, una sfilza di perle fosche che alimentano un’atmosfera sabbiosa e psych-folk, un brodo di giuggiole per amanti e neofiti del genere.

Sì, la libertà di essere quello che si è, e Garwood lo dimostra con queste dieci tracce crude e affascinanti come uno “svenimento ipnotico” di intimità (“Heavy love”, un bel duetto con Jehnny Beth delle Savage, “Sometimes”, “Burning seas”); il suo è un viatico looner di quelli – meno male – poco illuminati, una voce sgranata, melodie e mantra neri desertici (“Snake man”), chitarra delicatamente oziosa tra acustico ed elettrico, un drumming centellinato e quelle sospensioni galleggianti che attraversano scenari e batticuori con la forza della poesia immaginaria.

Blues, psichedelica, ricamini folkly, Mark Lanegan come “santino” nonché amico personale, anni 60/70 come sottofondo mnemonico intarsiano a macramè la tracklist, ma è con il gospel dalle tinte fosche di “Honey in the ear” e le visioni sdoppiate della bella e Doorsiana “Hawaiian death song” che il delirio immacolato di Garwood si prende tutto, si accaparra l’interesse dell’ascoltatore come una malìa improvvisa calata da chissà dove.

Bello davvero, un registrato che arriva, ti cucca e riparte, come gli eterei e immaginifici personaggi di Faulkner.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Sometimes
  • 2 · Heavy love
  • 3 · Burning seas
  • 4 · Disco lights
  • 5 · Sweet wine
  • 6 · Snake man
  • 7 · Suppertime in hell
  • 8 · Honey in the ear
  • 9 · Roses
  • 10 · Hawaiian death song

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