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Hidden Sounds | Pubblicato il 26 novembre 2012

Ecco la raccolta di tutte le proposte di Mario Esposito e Mara d’Andria per la rubrica serale “Hidden Sounds”: un viaggio in pillole alla scoperta di nuove sonorità e interessanti nomi della musica alternativa. Questo è il capitolo 29.

Hidden Sounds cap. 29

12/11 – Al Berkowitz Band

La nascita della Al Berkowitz Band risale al 2006, anno in cui tre musicisti di Madrid, appena usciti da un’altra sfortunata esperienza musicale a nome The Inhabitants, incontrano Aldous B. Berkowitz, bluesman americano ormai in pensione. Quest’ultimo, a sua volta in giro per l’Europa già da tempo, aveva da poco visto fallire il suo progetto di mettere su una band che rinverdisse i fasti della sua musica di vecchio stampo, decidendo così di lasciare definitivamente quel mondo. All’invito dei tre ragazzi di diventare la loro guida musicale e spirituale, però, Berkowitz accetta immediatamente: nasce così un inusuale progetto che, influenzato da stili e band appartenenti ad epoche diverse, unisce pop, musica da camera, folk e blues. Il lavoro più recente della Al Berkowitz Band si intitola “A long hereafter / Nothing Beyond“, è uscito appena un mese fa ed è in free download da Bandcamp: vi facciamo ascoltare “Farewell, my lady!”.

–> Farewell, my lady!

Barely nice” è il primo lavoro in studio della spagnola Al Berkowitz Band. Registrato nel 2007 ma uscito nel 2009, l’album mostra già tutta l’abilità del terzetto madrileno di mescolare influenze anche molto diverse tra loro, traendone però sonorità raffinate e mature: questa è “Our palace in Ergosphere”.

–> Out palace in Ergosphere

Link: www.alberkowitz.com

13/11 – Luke Sital-Singh

Una chitarra sulle spalle e una voce che mette i brividi anche quando sussurra. Basta davvero poco per materializzare l’universo sonoro di Luke Sital-Singh, giovane cantautore inglese che dipinge con abilità paesaggi melodici fortemente suggestivi, intrisi di parole e suoni che rimandano a purezze espressive d’altri tempi. “Fail For You” non è solo il suo album di debutto, ma è pura sintesi del percorso artistico di un ragazzo, inserito nel mondo della musica già da piccolo grazie al costante incoraggiamento dei propri genitori. L’ep è composto da quattro brani che viaggiano su coordinate spaziali ben precise, un cantautorato folk intimista e malinconico, che già dalle prime note lascia trapelare la profonda sensibilità del ragazzo. Il nucleo compositivo dei brani ruota attorno al cantato vibrante e commosso che fluttua su un tappeto di sonorità morbide e raffinate, sotto le accurate colate della prediletta chitarra. Nonostante la veste cantautorale rimanga sempre al centro del disco, le stratificazioni vocali e gli inaspettati inserti psichedelici sono  introdotti in maniera del tutto naturale, e tendono a conferire maggiore enfasi  emozionale sul risultato finale. Dall’ep ci ascoltiamo “I have been a fire”, brano costruito attorno all’affascinante vocalità di Luke, la cui intensità passionale si stempera in un circuito farcito da scariche elettriche ingentilite da un suono di chitarra cristallino.

–> I have been a fire

Ascoltando “Fail For You“, ep d’esordio del britannico Luke Sital-Singh, si ha come l’impressione di essere a bordo di una navicella spaziale che viaggia nei più reconditi angoli della memoria, per poi emergere carica di sensazioni e  percezioni  lontane ma non per questo evanescenti. Il secondo brano che vi proponiamo si intitola “Honest man”.

–> Honest Man

Link: http://lukesitalsingh.bandcamp.com/

14/11 – Jonathan Hape

Jonathan Hape arriva da Columbus, Ohio, e la sua carriera come solista si sviluppa parallelamente a numerosi altri progetti e band in cui lo stesso Hape è coinvolto. Dark pop intriso di psichedelia e dalle numerose sfaccettature, la sua musica coinvolge sin dal primo ascolto, unendo effetti e ritmiche serrate ad un fascino a tratti retrò. “Places” è il quarto album per l’artista statunitense e questa è “In different shapes”.

–> In Different Shapes

Il penultimo lavoro di Jonathan Hape, pubblicato nel 2010, si intitola “Carnivore” e può essere considerato l’ideale proseguimento del precedente “Herbivore”. Qui il pop sperimentale e psichedelico di Hape appare già maturo, prendendo forma in 10 tracce in cui il cantautore di Columbus mette in mostra le sue interessanti idee compositive. Da “Carnivore” ascoltiamo “You are my arms”.

–> You are my arms

Link: http://jonathanhape.bandcamp.com

16/11 – Lonely Tourist

Qui in Italia lo conoscono in pochi, ma basta fare un giro di testate d’oltremanica per capire che abbiamo a che fare con più di un semplice principiante. Lonely Tourist è il progetto solista di Paul Tierney, cantautore britannico, originario della Scozia, con all’attivo due album, un paio di singoli e numerosi consensi da parte di artisti come Pete Doherty, Arab Strap, Admiral Fallow e gli americani Dark, Dark, Dark. La sua musica si immerge in un indie-folk, fatto di ritmiche accattivanti e melodie uptempo che vanno a braccetto con una vocalità inconfondibile e sognante. Un songwriting da sensazioni immediate che va oltre il semplice binomio voce- chitarra avvalendosi del tamburellare delle percussioni e di improvvise e coinvolgenti sequenze di beat, in un crescente e colorato dinamismo sonoro. Circolare e radiosa, l’atmosfera che ne risulta, si libra tra momenti di volta in volta malinconici, interrotti poi da sprazzi di gioia, sensibilità e impulsi di rabbia capaci di colpire dritto al cuore. Al 2011 risale il primo album “Sir, I’m a good man”, lavoro che mette subito in mostra la capacità di scrittura dell’artista e quella di comporre brani dalle strutture armoniche mai scontate che prendono forza ascolto dopo ascolto. La traccia d’apertura, “Patron Saint Procrastinate” è una ballata di rara bellezza, che travolge con un impulso e passione, merito di una melodia perfettamente sostenuta da un turbine di gentili arpeggi chitarristici e la drum machine che si integra alla perfezione. Un’eterea melodia che non potrà che spingervi ad ascoltare tutto l’album.

–> Patron Saint Procrastinate

Dopo un anno, Paul sceglie di ripartire con un nuovo album, “I live where you are“, che si presenta come la continuazione del precedente e che è un sunto di tutte le esperienze musicali e affettive vissute nei mesi successivi alla pubblicazione di “Sir, I’m a good man”. L’album contiene una miriade di brani che possono tranquillamente assurgere al ruolo di singoli; tra questi vi segnaliamo “(They Are Onto You)”, il più breve,  che procede con un’andatura lenta e tranquilla quasi a rappresentare un punto di pausa tra la prima e seconda metà dell’intero lavoro. Scrittura fresca e intelligente da tenere sott’occhio.

–> They are onto you

Link: http://lonelytourist.bandcamp.com/album/sir-i-am-a-good-man

19/11 – Deadfile

I Deadfile nascono nel 2010 a Corfù, Grecia, come un progetto molto particolare che intende ricondurre a strutture musicali tipiche del post-rock mondi differenti, come quelli del blues, delle colonne sonore, dell’arte pianistica e della musica popolare. Il mix si rivela particolarmente originale e sfocia nella pubblicazione di due interessanti lavori, entrambi rilasciati in free download su Bandcamp nello scorso mese di maggio. Da “Deadfile“, ascoltiamo la traccia di apertura “This hollow land”.

–> This hollow land

“Applied Oneironautics” è il primo dei due album pubblicati dai greci Deadfile. Qui la band fa ampio uso del pianoforte, strumento che va a ricoprire un ruolo da protagonista intervallato dalle ambientazioni di stampo ambient e post-rock. Da “Applied Oneironautics” vi facciamo ascoltare “Miss Sibylline (pt.2)”.

–> Miss Sibylline

Link: http://deadfile.bandcamp.com/

20/11 – Anois

Glaciali nell’essenzialità dei suoni eppure in grado di riscaldare il cuore con pochi, dosati elementi, gli Anois sono Lars Kranholdt e Anne Baier, da Berlino. La loro musica si muove nell’ambito della folktronica minimalista e del lo-fi, facendo prevalentemente uso di strumentazioni acustiche. Tre i lavori sinora pubblicati dal duo tedesco: l’ep “Tracery on a frosted window” del 2005, uno split del 2007 in collaborazione con i Sunday Parlours e “Tree house whispers“, album full-length del 2009. Proprio da quest’ultimo, ascoltiamo “Waltz of wolves”.

–> Waltz of wolves

Il secondo brano dei berlinesi Anois che vi presentiamo questa sera, sempre estratto dall’album del 2009 “Tree house whispers“, si intitola “Happy holiday”

–> Happy Holiday

Link: http://www.pleasemutetoday.comhttp://anois.bandcamp.com

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