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Hidden Sounds | Pubblicato il 11 dicembre 2012

Ecco la raccolta di tutte le proposte di Mario Esposito e Mara d’Andria per la rubrica serale “Hidden Sounds”: un viaggio in pillole alla scoperta di nuove sonorità e interessanti nomi della musica alternativa. Questo è il capitolo 30.

Hidden Sounds cap. 30

22/11 – Kenzie Gunn

Di Kenzie Gunn non si sa praticamente nulla, se non che proviene da Halifax, Canada. Le sue pochissime righe di presentazione parlano di un ragazzo che si diverte semplicemente a comporre, talvolta più per diletto che per altro, senza preoccuparsi eccessivamente del riscontro che la sua musica possa avere. Nascono così una serie di lavori autoprodotti, tutti disponibili su Bandcamp, in cui Kenzie Gunn si muove sul filo di un’elettronica istintiva e imprevedibile. Da “/me“, album pubblicato lo scorso agosto, ascoltiamo “A first glance”.

–> A first glance

Al 2010 risale “Only sleep”, uno degli ultimi lavori del compositore elettronico canadese Kenzie Gunn. Il secondo brano che vi facciamo ascoltare è estratto proprio da quest’album e si intitola “Now we are sleeping”.

–>Now we are sleeping

Link: http://kenziegunn.bandcamp.com

26/11 – [V]

Indie pop dall’animo lo-fi e dalle reminescenze vagamente ’60s, [V] è il progetto solista dell’olandese Joep Van Son, da Eindhoven. Il suo primo ep omonimo, uscito nello scorso mese di gennaio, è un piacevole viaggio sonoro in quattro tracce dai colori pastello, proprio come gli artworks che accompagnano il lavoro e che sono opera dell’illustratore di Sydney Bas Van Genugten. Da “[V]“, vi facciamo ascoltare “Waste no fun”.

–> Waste No Fun

In una decina di minuti scarsi, il primo ep omonimo dell’olandese Joep Van Son, in arte [V], racchiude tutta la spensieratezza del pop più gioioso senza perdere di vista interessanti soluzioni ritmiche e sonore. L’ep è scaricabile ad offerta libera da Bandcamp e “Charlie D” è il secondo brano che vi proponiamo.

–> Charlie D

Link: http://m-songs.bandcamp.com/album/v

27/11 – MPSO

MPSO, ovvero l’acronimo di Mount Pleasant Sympathy Orchestra, è il nome d’arte del canadese Daniel Gray. Batterista dei Memoryhouse, Gray intraprende il suo percorso solista a nome MPSO concentrandosi su sonorità di derivazione dream-pop, shoegaze e ambient, ottenendo interessanti risultati che sfoceranno in un paio di singoli e nell’album “Wisdom teeth“, uscito nello scorso mese di gennaio. Il primo brano che vi facciamo ascoltare si intitola “Those were different times”.

–> Those were different times

Tutta la musica del canadese Daniel Gray aka MPSO è in free download dalla sua pagina Bandcamp. Tra le varie produzioni, anche una cover di “Reckoner” dei Radiohead contenuta nel singolo “Can I convince you”, brano che intanto vi proponiamo come seconda scelta della serata.

–> Can I convince you

Link: http://mount-pleasant.tumblr.com/ – http://mpso.bandcamp.com/


28/11 – The Weather Machines

I The Weather Machines sono una band americana, formatasi nel Sud Dakota nel 2005. Dopo un anno e mezzo di collaborazione, i quattro ragazzi debuttano con un album, “The sound of Pseudoscience“, che riceve subito un’ accoglienza favorevole da parte del pubblico. Dodici brani pop rock dal respiro internazionale e sonorità marcatamente seventies. Accattivante power pop su un denso strato di riverberi e distorsioni che si fondono all’interno di arrangiamenti complessi e mai banali. La band dimostra di avere l’energia giusta inanellando una serie di appiccicosi refrain in brani che non scendono mai di ritmo. I massicci riff di chitarra e la schiumosa tempesta percussiva pilotano una sequenza ritmica dall’approccio istantaneo; la voce dal canto suo è penetrante sia quando accelera che quando rallenta. Nonostante la sua attitudine lo-fi, l’album è stilisticamente molto variegato e presenta persino qualche vaga atmosfera new wave.  ”Modern Text On Love”, il brano d’apertura, è principalmente affidato alla chitarra che con i suoi riff taglienti dona al pezzo un’aurea decisamente rock mentre la batteria accentua l’indole adrenalinica e grintosa dell’intermezzo strumentali. 

–> Modern Text on Love

A distanza di un anno da “The Sound of Pseudoscience”, il quartetto statunitense dei The Weather Machines torna sulla  con un nuovo lavoro curato in maniera più approfondita dal cantante Jason Ward. I cambiamenti rispetto al precedente disco sono evidenti. L’album mette subito in mostra una crescita artistica palese e una maggiore cura dei suoni, di cui lo stesso ragazzo è responsabile; un impegno evidente che porta i fan a pensare che più che un seguito dei TWM, “Bones & Brains” rappresenti il vero e proprio debutto di Ward solista. Il numero dei brani si dimezza, ma la qualità raddoppia. Non mancano deviazioni verso un pop old style; la ripetizione del refrain in loop sfumati, l’andamento circolare e ipnotico della batteria, e la scrittura solidissima sono solo alcuni degli elementi che fanno di quest’album un lavoro perfettamente riuscito. Il secondo brano che vi facciamo ascoltare si intitola “Parts of speech”.

–> Parts of speech

Link: http://theweathermachines.bandcamp.com

29/11 – Andrew Judah

Polistrumentista autodidatta di Kelowna, città della Columbia Britannica, Canada, Andrew Judah si presenta come compositore e cantautore al tempo stesso giocoso ed intimista. Nella sua musica, Andrew miscela un intelligente folk-pop di stampo ’60s con leggeri tocchi di sperimentazione, che conferiscono ai brani interessanti sfumature sonore. Due finora gli album pubblicati, “The Preacher’s Basement” e “Albino Black Bear”, oltre ad un ep di cover e ad una raccolta di demo, b-sides e altre rarità, tutti scaricabili ad offerta libera da Bandcamp: proprio dal lavoro più recente, “Albino Black Bear“, ascoltiamo la traccia d’apertura “Lie Cheat Steal”.

–> Lie Cheat Steal

Il secondo brano che vi proponiamo da “Albino Black Bear”, ultimo lavoro del canadese Andrew Judah, si intitola “Purge”. Caratterizzata da un cantato dai toni corali, “Purge”, uno dei migliori episodi del disco, è una lenta ballata folk arricchita di effetti che le donano un adorabile e mai eccessivo tocco di epicità.

–> Purge

Link: http://andrewjudah.com/

04/12  – In Medias Res

Gli In Medias Res nascono a Vancouver, Canada, nell’ormai lontano 1999. Guidata dal frontman Andrew Lee che, dopo varie vicissitudini di formazione, è arrivato ad assumere quasi il ruolo di vero e proprio cantautore supportato da musicisti che lo accompagnano in tour, la band canadese è fautrice di un interessante rock alternativo, in cui sperimentazione e ambient rappresentano una presenza costante. Il loro esordio discografico risale al 2004, con l’album “Of what was”, anticipato due anni prima da un ep, mentre è del 2011 l’ultimo lavoro intitolato “It Was Warm And Sunny When We First Set Out“, dal quale ascoltiamo “Hollis”.

–> Hollis

Dal profilo Bandcamp dei canadesi In Medias Res è possibile ascoltare e scaricare gratuitamente l’ep di due tracce “Variations (drum loops and pedal steel)“, pubblicato nello scorso mese di marzo. Trattasi di una rivisitazione di due brani della band di Vancouver in una veste più psichedelica: questa è “The dark crystal (variations)”.

–> The dark crystal (variations)

Link: http://www.imr.cahttp://inmediasres.bandcamp.com

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