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Hidden Sounds | Pubblicato il 18 febbraio 2012

Ecco la raccolta di tutte le proposte di Mario Esposito per la rubrica serale “Hidden Sounds”: un viaggio in pillole alla scoperta di nuove sonorità e interessanti nomi della musica alternativa. Questo è il capitolo 7.

Hidden Sounds cap. 7

02/02 – Antihoney

Di lei, a meno che non si abbia una certa dimestichezza con gli ideogrammi, ben poco si riesce a scoprire anche in rete, se non che arriva dal Giappone e che il suo nome d’arte è Antihoney. Autrice di un dream-pop molto vicino alle atmosfere ambient, caratterizzato da un cantato ipnotico e quasi fanciullesco, Antihoney è il genere di artista in grado di rapire già al primissimo ascolto: questa è “Siren”.

–>  Siren

Il secondo pezzo che vi proponiamo della “misteriosa” artista nipponica Antihoney, si intitola “Dream ended this way”, quasi una ninna nanna in salsa electro-pop tutta da godere.

–> Dream Ended This Way

Link: http://www.lastfm.it/music/antihoney

06/02 – Birds of Passage

Birds of Passage è il progetto solista della neozelandese Alicia Merz, che ha recentemente pubblicato il suo quarto lavoro (tutti usciti nel corso del 2011), intitolato “Winter Lady”. Le atmosfere glaciali e un oscuro minimalismo pervadono le sue creazioni musicali, velandole di un particolare fascino fuori dagli schemi, tutto da ascoltare.

Da “Winter Lady”, estraiamo la terza traccia, “Highwaymen in Midnight Masks”.

–>  Highwaymen in Midnight Masks

Dear and unfamiliar”, uscito nel mese di ottobre dello scorso anno, può essere definito un concept album, nato dalla collaborazione tra Birds of Passage e il compositore ambient portoghese Leonardo Rosado. Il risultato è un album raffinato e dai suoni ovattati, su cui Alicia Merz mette in mostra tutta la forza emozionale della sua voce. Il brano che vi proponiamo è “I wonder if you sing it now”.

–> I wonder if you sing it now

Link: http://birdsofpassage.bandcamp.com

07/02 – Polinski

Paul Wolinski è uno dei fondatori dei 65daysofstatic, apprezzata band post-rock inglese attiva da circa dieci anni. Con l’acronimo di Polinski, Paul intraprende la carriera solista regalandoci un album, “Labyrinths”, dalle diverse sfaccettature, che sfiorano tanto l’elettronica, quanto gli intrecci della musica classica e la dance. Il primo pezzo che ascoltiamo si intitola “AWaltzOfLight”.

–> AWaltzOfLight

Sempre da “Labyrinths”, primo lavoro solista di Polinski, ovvero Paul Wolinski dei 65daysofstatic, pubblicato per Monotreme Records, il secondo brano che estraiamo è “Tangent”. Qui i suoni si avvicinano alla techno, saturandosi di rumore e ritmi forsennati.

 –> Tangent

Link: www.polinskimusic.net

08/02 -  Veivecura

Veivecura è la creatura del siciliano Davide Iacono, nata a fine 2008 e in breve tempo salita all’attenzione degli addetti ai lavori, grazie a sonorità rarefatte ed emozionanti. Particolarmente rilevante nel lavoro di Veivecura è la componente visiva, come dimostrano la collaborazione con Echi Visivi e la partecipazione a “Terra bagnata”, documentario sperimentale sulla Sicilia sud-orientale. Il primo album di Veivecura si intitola “Sic volvere parcas” (2010) e il video che vi proponiamo, prodotto proprio da Echi Visivi, è quello del brano “Eri ieri”.

 –> Eri Ieri

Reminiscenze nordiche e l’introduzione di un cantato suadente anticipano il nuovo lavoro di Veivecura, “Tutto è vanità”, in uscita il prossimo 14 febbraio. Il primo singolo si intitola “Di roccia” ed è inserito anche nella compilation “Le canzoni migliori le scrive la fame” (La Fame Dischi), scaricabile gratis da questo link http://www.mediafire.com/?1rlfru71lijn711.

 –> Di Roccia

Link: http://veivecura.bandcamp.com

10/02 – Oh Hiroshima

Arrivano dalla Svezia e si chiamano Oh Hiroshima: nato originariamente come progetto solista, il gruppo è dapprima diventato un duo, formato da Leif Eliasson e Jakob Nilsson, per poi includere gli altri due elementi, Oskar Nilsson e Simon Axelsson. La loro musica è un interessante post-rock, talvolta arricchito da parti vocali delicate e mai invadenti, come nel brano “Dreams”, contenuto nell’ep del 2010 intitolato “Tomorrow”.

–> Dreams

Dopo un paio di ep, “Empty places full of memories” e il già citato “Tomorrow”, nel mese di novembre del 2011 gli svedesi Oh Hiroshima pubblicano il loro primo lavoro full-length, intitolato “Resistance is futile”, dal quale ascoltiamo “Capitalistic Cataclysm”, brano dal titolo particolarmente azzeccato di questi tempi.

–> Capitalistic Cataclysm

Link: http://ohhiroshima.bandcamp.com/

13/02 – Adolf Plays the Jazz

Greci, di Atene, gli Adolf Plays the Jazz nulla hanno a che vedere  col genere musicale che portano nel nome. La loro musica mescola l’intensità del post-rock a rumorose derive industrial ed elettroniche, per raggiungere un suono oscuro ed enigmatico. Da “Dirty waters“, album del 2009, ascoltiamo “Lush”.

 –> Lush

Tutti gli album dei greci Adolf Plays the Jazz sono resi disponibili dalla band, gratuitamente, sul proprio sito internet, all’indirizzo http://adolfplaysthejazz.weebly.com. “Every single moment”, il secondo brano che vi proponiamo, è contenuto nell’album “Day 4 | Urban Fiction” del 2007.

–> Every Single Moment

Link:  http://adolfplaysthejazz.weebly.com/

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