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Hidden Sounds | Pubblicato il 11 marzo 2012

Ecco la raccolta di tutte le proposte di Mario Esposito per la rubrica serale “Hidden Sounds”: un viaggio in pillole alla scoperta di nuove sonorità e interessanti nomi della musica alternativa. Questo è il capitolo 9.

 

Hidden Sounds cap. 9

27/02  – Aesthesys

Nickholas Koniwzski è il compositore russo che si cela dietro il progetto Aesthesys, nome che deriva dall’abbreviazione “AESTHE” (An Exceptionally Simple Theory of Everything) e che richiama alla mente la parola “estetica”. La musica di Aesthesys parte concettualmente dal post-rock strumentale, ma si impreziosisce di sfumature ambient e influenze che la avvicinano alla musica classica: questa è “I am free, that is why I’m lost”, contenuta nell’album del 2008 intitolato “An Exceptionally Simple Theory of Everything”.

–> I am free, that is why I’m Lost

Dal 2008, anno di pubblicazione del primo lavoro intitolato “Demo”, ad oggi, Aesthesys ha dato alla luce ben sei album, tutti scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale dell’artista (http://www.aesthesys.com/discography.html). L’ultimo in ordine di tempo è “Camera Obscura”, uscito nel 2011, dal quale ascoltiamo “Scrolling in mind images of the past day before falling asleep”.

–> Scrolling in mind images of the past day before falling asleep

Link: http://www.aesthesys.com/about.html

28/02 – Lights on Moscow

Lights On Moscow è il nome del progetto nato dalla collaborazione tra Hazel Wilde dei Lanterns On The Lake e Justin Lockey, già nei yourcodenameis:milo e nei British Expeditionary Force. Dall’incontro artistico tra i due, nasce un affascinante connubio che mescola il cupo incedere della musica ad una voce dal tono glaciale. Il primo pezzo che vi facciamo ascoltare è “Lord, let me know”, contenuta nell’album “Lights on Moscow”.

 –> Lord, let me know

Il secondo brano che estraiamo dall’esordio, omonimo, dei Light On Moscow si intitola “Sketches”. Dal profilo Soundcloud della band è comunque possibile ascoltare in free streaming tutti gli altri pezzi contenuti nell’album (http://soundcloud.com/lights-on-moscow).

–> Sketches

Link: http://lightsonmoscow.tumblr.com/music

29/02  – Buried Redshoes

I Buried Redshoes sono un duo siracusano, composto da Alessandro Vizzi e Ferruccio Santorino, che, mescolando strumenti tradizionali e decorativi elementi elettronici, propone una musica strumentale onirica e fiabesca. Il loro primo album si intitola “There is no place like home” e il brano che ascoltiamo è “Cinderella”.

–> Cinderella

Sospesa tra dolcezza e magia, la musica dei siracusani Buried Redshoes sembra provenire da un mondo fantastico in cui dominano la semplicità e l’innocenza, perfettamente incarnate dai delicati suoni che la compongono. Sempre da “There is no place like home”, il secondo brano che vi proponiamo si intitola “Sometime somewhere else”.

–> Sometime somewhere else

Link: http://buriedredshoes.bandcamp.com/

01/03 – Uniform Motion

Arrivano da Tolosa, con il loro carico di raffinata leggerezza folk, e trasmettono già al primo ascolto una piacevole sensazione di serenità: sono gli Uniform Motion, trio francese dalla composizione atipica. Gli Uniform Motion nascono, infatti, come un duo, in cui Andy Richards, imbracciando una chitarra priva di due corde, rappresenta la metà musicale, e l’illustratore Renaud Forestié, quella grafica; ai due si aggiunge, poi, in pianta stabile il batterista Olivier Piotte. Il primo brano che vi proponiamo è “Roll over”, contenuto nell’album “Life” del 2010.

–> Roll over

Melodie tanto semplici e lineari quanto deliziose, gli Uniform Motion pubblicano nel 2011 l’album “One Frame Per Second”, in cui si narrano le avventure di un simpatico personaggio di stampo fiabesco, di nome “Little Knight”, chiamato ad affrontare le sue paure più grandi per salvare la sua Principessa, vittima di un rapimento. Da “One Frame Per Second”, ascoltiamo “”.

–> Our hearts have been misplaced in a secret location

Link: http://www.uniformmotion.net

05/03 – Morningdeer

Si chiamano Morningdeer e arrivano da Budapest, Ungheria, i quattro componenti di quest’interessante progetto difficilmente inquadrabile in uno specifico genere musicale. Riconducibili ad un avant-pop sperimentale che rimanda ad atmosfere vicine al jazz, i Morningdeer sfruttano la voce calda di Kristina Dányi, accompagnandola con intrecci musicali complessi e articolati: questa è “Wolf on waves” .

–> Wolf on waves

Days”, pubblicato nel 2011, è il primo lavoro full-length degli ungheresi Morningdeer, un album dalle sonorità particolari, ora avvolgenti ora minimaliste, che fanno colpo al primo ascolto. Il brano che ascoltiamo si intitola “Floor”.

–>Floor

Link: http://morningdeer.bandcamp.com

06/03 – Yusuke Tsutsumi

Yusuke Tsustumi arriva dal Giappone ed è un giovanissimo compositore, classe 1991, che sin dall’età di 14 anni scrive musica in maniera autonoma, suonando diversi strumenti come pianoforte, chitarra e sintetizzatore. Le sue opere hanno il pregio di creare atmosfere leggere ed impalpabili, in grado di unire la preziosità della musica classica a suoni moderni ed elettronici. Dall’album del 2011 “A grave by the sea” ascoltiamo l’affascinante melodia di “Flowers on the shore”.

–> Flowers on the shore

Seppur poco più che ventenne, Yusuke Tsutsumi ha già all’attivo diversi lavori, tra ep ed album: “Hokori”, uscito nel 2011, contiene sei brani ed è la colonna sonora di un omonimo cortometraggio giapponese. Il brano che vi proponiamo è quello che chiude e che dà il titolo all’album.

–> Hokori

Link: http://soundcloud.com/yusuke-tsutsumi

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