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Recensioni | Pubblicato il 6 marzo 2013

Nosaj Thing

Nosaj Thing

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Genere: Elettronica, Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Innovative Leisure

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Il mondo dell’elettronica moderna sta diventando un circolo sempre più affollato con diverse sezioni, ognuna guidata da guru pionieri del genere: Burial, Four Tet, Flying Lotus, solo per fare i nomi più eccellenti. Sulla scia di questi giganti della musica, si sta avvicinando Nosaj Thing  che per raffinatezza e classe ricorda molto gli artisti testè citati.

Il producer di Los Angeles (Jason Hung il vero nome) è sulla scena musicale a livello di produzione già da un po’ di tempo ma ha debuttato solo nel 2009 con l’album Drift. A poco più di quattro anni dall’esordio, torna con un nuovo album intitolato Home che prosegue ideologicamente il percorso di quello di precendente ma con importanti piccole evoluzioni.

Resta l’atmosfera cupa  ma è meno spigolosa: il suono abbraccia vari corpi dell’elettronica dalla dubstep, al trip-hop e l’hip-hop ad accenni ambient e lo fa con un’apertura maggiore verso un suono più melodico. Ma è l’eleganza dei beat, il flusso estetico di accavallamenti e di distensioni che fanno la differenza.

Questo forse senso estetico e la perfezione con cui il tutto è costruito  si può riconoscere con l’azzeccata collaborazione con Kazu Makino dei Blonde Redhead in “Eclipse/Blue“:  l’insidia e la grazia che vanno a braccetto. Ma è “Home” ad aprire le danze: ripropone subito la doppia stratificazione con un’elettronica destrutturata, vocalizzi accennati e celeri tocchi glitch. “Safe” è uno dei pezzi che meglio rispecchia il nuovo corso con la sua spiccata armoniosità.

La sua passione per le strutture l’hip-hop viene fuori con “Glue“; invece con “Dance” torna a ritmi più distesi con le tracce di ambient che risalgono nell’oscurità del brano. Si cambia ancora direzione con un’elettronica più sostanziosa e dinamica che si ritrova in”Tell” e poi in maniera amplificata nel gioiellino dall venature chillwave “Snap” (accennate poi nell’abisso sensuale di “Phase III”, tra i brani più interessanti dell’album).

Dopo la dolcezza malinconica di “Prelude“, è il turno della collaborazione con Toro Y Moi in “Try” che in modo diverso (ma con uguale risultato) ha una valenza simile alla colaborazione prima citata: un brano che racchiude la sensibilità pop dell’artista statunitense. Si chiude nel segno dell’irregolarità, dei ritmi veloci e gli spazi stretti con “Light #3″. 

Nosaj Thing senza prepotenza impone uno stile derivato ma sicuramente riconoscibile: è stato capace di dare luce nuova alla musica proposta nel suo primo capitolo discografico. Piccoli passi in avanti che porteranno il producer di Los Angeles agli alti livelli dei guru.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Home
  • 2 · Eclipse
  • 3 · Safe
  • 4 · Glue
  • 5 · Distance
  • 6 · Tell
  • 7 · Snap
  • 8 · Prelude
  • 9 · Try
  • 10 · Phase III
  • 11 · Light #3

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