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Recensioni | Pubblicato il 8 ottobre 2012

seaside_postcards

Seaside Postcards

Hope and Faith

Genere: Post-punk, darkwave

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Appena un anno fa, i pesaresi Seaside Postcards esordivano con un ep di assoluto interesse, cupo ed enigmatico, in cui affidavano ad un post punk essenziale le chiavi della propria ispirazione musicale. Dodici mesi trascorsi, qualche momento di difficoltà seguito dall’ingresso in formazione di due nuovi membri, Manuele Magnini (chitarra) e Thomas Koppen (basso), e la band marchigiana ritorna a graffiare con un nuovo lavoro, l’ep Hope and Faith.

Pubblicato proprio in questi giorni e scaricabile gratuitamente (http://seasidepostcards.bandcamp.com/album/seaside-postcards-hope-and-faith-ep-2012), Hope and Faith conferma le già buone premesse evidenziate dall’album d’esordio e mette in mostra tutta la crescita artistica del giovane quartetto: arrangiamenti più ricchi e suoni maggiormente articolati, grazie anche all’ingresso in scena della seconda chitarra, pur conservando quell’oscurità di fondo che li aveva contraddistinti dimostrano che i Seaside Postcards stanno maturando e, soprattutto, lavorando su se stessi con intelligenza.

La strumentale “JK” apre le danze mettendo immediatamente sul piatto quelli che sono i tratti di fondo dell’intero ep, in un crescendo di elementi che via via entrano in gioco intrecciandosi tra loro e dilatando i suoni; con “General”, poi, si entra definitivamente nel vivo, la voce cavernosa di Michele Traglia entra in scena e l’atmosfera si gonfia di quell’alone dark wave che ha fatto la fortuna di band ben più rinomate, come gli Interpol o, restando in casa nostra, i Soviet Soviet.

Laddove i vecchi canovacci chitarra-basso-batteria apparivano ancora eccessivamente scarni e rigidi, l’evoluzione a cui i Seaside Postcards hanno saputo dare risposta si riempie di un maggior uso di effetti e, senza snaturare quelle che sono da sempre le attitudini della band, riconsegna un corpo sonoro ben più solido: “Washing my tears out” e “The mall”, ad esempio, racchiudendo in sé tutti questi elementi, diventano emblemi della concretezza sempre maggiore che la musica dei quattro ragazzi di Pesaro va assumendo.

L’ep si chiude con “Transition”, brano al quale presta la sua voce diafana Laura Casiraghi degli Starcontrol, in cui si vira con decisione verso il noise più crudo, tra chitarre a dir poco graffianti e percussioni ruvide che gettano le basi per quelle che potrebbero essere nuove ed interessanti prospettive di cui far uso in un eventuale lavoro full-length.

Insomma, i Seaside Postcards continuano la propria crescita  e sembrano farlo nel migliore dei modi, mettendosi in gioco nel proprio lavoro di ricerca musicale e cercando di non lasciare nulla al caso e all’approssimazione, magari soltanto in nome di una più rapida ma sterile rincorsa al successo. Un lavoro assolutamente di buon livello per una band che, ne siamo certi, saprà far parlare di sé.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · JK
  • 2 · General
  • 3 · Washing my tears out
  • 4 · The mall
  • 5 · Transition

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