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Recensioni | Pubblicato il 8 maggio 2012

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Dropout

How to measure the sky

Genere: Elettronica

Anno: 2012

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Vi è mai capitato di leggere un libro e di pensare a quanto sarebbe bello se il piacere della lettura fosse accompagnato da una colonna sonora adeguata? E’ proprio a questo progetto a cui, in collaborazione con la Mondadori, si è dedicato Dropout (al secolo Davide Burattin) quando ha scritto alcuni dei suoi brani destinandoli all’accompagnamento della lettura di un romanzo di Manuela Salvi, Nemmeno un bacio prima di andare a letto. La musica però non si accontenta di rimanere un semplice sfondo, specie quando è di fattura così pregevole.

Nasce così il terzo disco di questo artista di Bolzano, How to measure the sky, dall’unione di brani predestinati al sottofondo letterario e di altri pezzi inediti, in grado quanto e più dei primi di trasmettere all’ascoltatore sensazioni e stati d’animo. Dropout è elettronica dal tocco leggero, fresco, per nulla invadente; ci ricorda i magnifici Air del Giardino delle vergini suicide o di Moon Safari. Sono brani complessi che si insinuano nella mente di chi ascolta e che, com’è naturale data la finalità con cui in parte sono nati, sono ottimi creatori di atmosfere disparate, alcune malinconiche, altre serene, altre ancora dubbiose. In mezz’ora l’ascoltatore viene trascinato in una sorta di passeggiata tra paesaggi diversi e vibranti, in cui è però l’orecchio, non l’occhio, a farla da padrone.

Ma parliamo dei brani. Il disco si apre con la title track in un delizioso crescendo iniziale che porta ad uno sviluppo centrale che trasmette una sensazione di libertà incompleta, monca, quasi mesta sugli accordi al piano così sbattuti e freddi. Segue An old Dancing at the edge of the sea, now and then, leggermente più ritmata e dallo splendido ritornello; uno dei miei pezzi preferiti all’interno del disco. Illusion is the first of all pleasures mi ha convinto meno delle altre, devo dirlo, col suo recitato su base elettronica che alla fine mi è parso un po’ insipido.

L’intro di The funeral parade of roses mi ha ricordato un po’ la colonna sonora di Final Fantasy VIII ringiovanendomi di una decina di anni, ma a parte questo è un gran bel pezzo nel suo incedere lento e crescente, a tratti inquietante. Minor White è un brano più sul modello “colonna sonora” e si muove con grazia tra calma e sospetto, per sfociare poi in Richtfunkstelle Berlin-Frohnau, in cui le sonorità elettroniche si fanno più aspre ed evidenti rendendo il brano incalzante e claustrofobico, uno dei punti più intensi di questo viaggio musicale che è l’LP di Burattin.

The best way to escape è all’apparenza un porto tranquillo a cui approdare, ma ben presto le sonorità si fanno di nuovo velate dal dubbio, rendendolo un ennesimo territorio inesplorato da percorrere con meraviglia e stupore: è il tipo di brano che ascolterei passeggiando durante un pomeriggio grigio in un luogo deserto ed urbano. Summer of ’73 è il brano più intenso e completo del disco; in esso l’artista attua una contaminazione di stili davvero ben riuscita e riesce a ricreare una bellezza profonda e non scontata. Chiude infine il disco From London Bridge to Clapham South in cui la musica torna ad essere strumento di sottofondo e sottile costruttrice di diverse sensazioni.

Se dovessi definire How to measure the sky, direi che è un viaggio mentale, un percorso psicologico basato sulla musica e creato per mettere le ali alla nostra immaginazione lasciandola spaziare verso lande spesso trascurate nella frenesia della vita di tutti i giorni. Una parentesi piacevole seppur agrodolce alla banalità della quotidianità. Infine, ad ulteriore riprova della validità di quest’opera, vorrei aggiungere che al termine del disco si è accesa in me la voglia di leggere il libro per la quale queste tracce sono state create come sottofondo.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · How to measure the sky
  • 2 · An old dancing at the edge of the sea,now and then
  • 3 · Illusion is the firts of all pleasures
  • 4 · The funeral parade of roses
  • 5 · Minor white
  • 6 · Richtfunkstelle Berlin-Frohnau
  • 7 · The best way to escape
  • 8 · Summer of '73
  • 9 · From London Bridge to Clapham South

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