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Recensioni | Pubblicato il 17 novembre 2015

superposition i am titor

I Am Titor

Superposition

Genere: Space-rock, Post-rock

Anno: 2015

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Si dice spesso che nemo propheta in patria, e relativamente al mondo della musica può capitare, e spesso capita, che si sottovalutino i gruppi e gli artisti della propria città. Lo si fa un po’ perché mancano di quell’aura esotica che – inutile negarlo –  posseggono le band internazionali, e un po’ perché fa male pensare che nel tuo piccolo paesino di provincia, in cui nessuno a rigor di logica dovrebbe combinare un cazzo, dei tuoi coetanei siano riusciti a far qualcosa di effettivamente figo.

Sono più o meno queste le sensazioni che spesso mi portano a scoprire in ritardo gruppi come gli I am Titor, quartetto di Bassano del Grappa che, dopo un disco eccellente come Conflict Between Reality And Your Feelings, è tornato alcuni mesi fa con un nuovo EP titolato Superposition. Nella loro ultima opera i miei compaesani mescolano in modo sapiente il post-rock, che già avevano abilmente manipolato nel loro esordio, ad un certo gusto per lo space-rock, dimostrando così di avere il coraggio di crescere e sperimentare rispetto ai loro primi passi. E tale crescita ha senza dubbio premiato: le quattro tracce del disco scorrono intense e sicure, senza sbavature o momenti di stanca (in questo senza dubbio il formato breve ha aiutato). Il primo pezzo, No Time No Age, getta subito le basi per creare una tensione a tratti debitrice del post-punk, per sfociare poi nelle sonorità più ambient e dark-wave di Zebra, del quale sarebbe un delitto non segnalare la splendida coda finale. Sulle chitarre di Distances si sentono un poco i Cure (o forse li sento solo io) ma anche quel new shoegaze che tanto sta spopolando in questi anni di giusto revanscismo. Infine, a chiudere l’opera, arrivano le persuasioni più sperimentali ad avvolgenti di Mountains ed il suo intenso climax ascendente.

Che altro aggiungere? Gli I am Titor sono quel gruppo che vai ad ascoltare a caso in apertura a qualche band più grossa e di cui a fine serata ti ritrovi a comprare il disco. La volta successiva sarai di nuovo a sentirli nello stesso locale, ma saranno gli headliner e tu avrai fatto il viaggio apposta per loro. Io, dal canto mio, smetterò di guardare sempre distante quando si tratta di nuovi gruppi e mi impegnerò a tenere gli occhi un po’ più aperti su quello che mi succede sotto casa.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · No Time No Age
  • 2 · Zebra
  • 3 · Distances
  • 4 · Mountains

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