Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 3 febbraio 2015

8a2cb994

Father John Misty

I love you Honeybear

Genere: Rock, Folk, Psychedelic Rock

Anno: 2015

Casa Discografica: Sub Pop

Servizio di:

A tre anni di distanza dal precedente Fear Fun, Josh Tillman aka Father John Misty torna con un nuovo album ricco di spunti creativi, omaggi e simbolismi biografici. I love you, Honeybear è un vero e proprio concept i cui undici brani raccontano e svelano la lenta, sofferta e desiderata crescita emotiva (ma anche artistica) di un ragazzo chiamato Josh Tillman che, come cita il comunicato da lui stesso redatto, “ha passato buona parte della sua vita a sbattere la testa al muro, coltivare deboli legami con estranei e ad evitare l’intimità ad ogni costo”. Per chi conosce la carriera musicale di Tillman queste parole non suonano poi così strane. Prima di assumere le sacre spoglie di Father John Misty, il cantante di Seattle aveva già scritto qualcosa come sei album, uno più cupo dell’altro, esempi di un folk introspettivo caratterizzato da testi profondi e sofferti. Misty è dunque l’antitesi di J. Tillman. Rappresenta una rinascita personale e artistica maturata dalle ceneri del suo passato. Mentre Fear Fun lascia ampio spazio a deliri psicotrofici post bukowskiani sulla vita e sui rapporti umani, e a un sound vintage ma grezzo che attesta l’esigenza di un cambiamento in atto, I love you, Honeybear dà libero sfogo ai sentimenti, tocca l’apice della loro espressione in musica, toccando gelosia, autodistruzione fino a raggiungere l’inesprimibile piacere dell’amore e della vera intimità. Dopo aver salutato i Fleet Foxes e aver incontrato la fotografa Emma Garr, da poco divenuta sua moglie, Tillman sembra aver trovato una sorte di quiete interiore. Brani come “The night Josh Tillman came to our apartment o in “Bored in the USA, superba ballata per pianoforte e archi che, presentata da Letterman, ha anticipato di ben due mesi l’uscita del disco, dimostrano quanto il cantante desideri scardinare le proprie prigioni mentali per andare oltre, alla ricerca di una vera liberazione emotiva che gli consenta di esprimersi liberamente come musicista e scrittore.

Amore, vita e arte generano eclettismo. Il disco ci accompagna in un caleidoscopico viaggio sonoro dai timbri differenti, che siano quelli degli archi (qui abbondantemente utilizzati) o delle trombe di una band mariachi come in “Chateau Lobby #4 (in C for tw virgins)“. Ma c’è spazio anche per sitar, chitarre lennoniane e perfino basi elettroniche. La voce, calda, sicura, così come il modo di cantare caratterizzato da una scandita pronuncia delle parole, ricordano i grandi cantautori americani di una volta come Scott Walker, Randy Newman o Herry Nilsson. La voce è presentissima; le parole sono tante e ricche di rimandi alla letteratura di Vonnegut e Jodorowsky. In questo gioco di finzione narrativa e realtà biografica, non mancano i riferimenti religiosi affrontati con quella caustica ironia che il pubblico ha ormai imparato a conoscere dall’album precedente. Consigliato l’ascolto di “I went to the store one day, traccia conclusiva e forse la più bella del disco. FJM dimostra una volta per tutte la stoffa di un vero cantautore le cui radici musicali folk si mescolano a una grande capacità narrativa. Gli archi enfatizzano un arpeggio di chitarra che resta impresso fin dal primo ascolto, mentre la voce racconta di un incontro che cambierà definitivamente la vita del protagonista.

I love you, Honeybear è stato registrato fra il 2013 e il 2014 a Los Angeles e prodotto dal musicista Jonathan Wilson con il quale Tillman aveva già collaborato per Fear Fun. C’è voluto un intero anno per trovare il suono giusto e un altro per definire i pezzi. La scrittura è un processo che richiede tempo. E’ una lunga ricerca interiore durante la quale inevitabilmente sopraggiunge una certa coscienza di sé. Father John Misty mescola arte e vita senza creare alcun cortocircuito esistenziale. E mentre noi lo ascoltiamo cantare, abbiamo l’impressione di conoscerlo bene. Buon ascolto.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · I Love You, Honeybear
  • 2 · Chateau Lobby #4 (in C for Two Virgins)
  • 3 · True Affection
  • 4 · The Night Josh Tillman Came To Our Apartment
  • 5 · When You're Smiling And Astride Me
  • 6 · Nothing Good Ever Happens At The Goddamn Thirsty Crow
  • 7 · Strange Encounter
  • 8 · The Ideal Husband
  • 9 · Bored In The USA
  • 10 · Holy Shit
  • 11 · I Went To The Store One Day

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi