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Recensioni | Pubblicato il 12 marzo 2014

Atom™

Ich Bin Meine Maschine - Remixed

Genere: techno, electro, glitch

Anno: 2014

Casa Discografica: Raster-Noton

Servizio di:

 

Mi piace considerare l’elettricità come una diretta emissione divina (anche se il concetto di “spirituale” non ha nulla a che fare con la “religione”). Far scaturire musica dall’elettricità è come plasmare qualcosa di molto “concreto” da qualcosa di molto “astratto”. L’elettricità come un’”aura” divina: onde sonore, sia fisiche che metafisiche, che trasportano più della semplice aria…”
(Uwe Schmidt, intervistato da chaindlk.com, 2013)

Atom™ è il moniker principale con cui Uwe Schmidt rilascia musica dal 1990. E’ l’alias principale dei circa 60 che il musicista tedesco trapiantato a Santiago del Cile ha utilizzato nella sua carriera, e quello sul quale sta concentrando la sua produzione negli ultimi anni.  HD, l’album di Atom™ uscito nel 2013 per l’etichetta Raster-Noton, ha rappresentato per chi scrive una delle vette dell’anno scorso. Electro-glitch pop vibrante/virante in territori techno, suoni in alta definizione (Pop HD = High Definition, anche se l’interpretazione autentica è Hard Disc), riferimenti diretti ai versanti più pop della musica dei Kraftwerk (Computer World e Electric Café su tutti), ma anche citazioni (mai parodistiche) di Prince - I love U (Like I Love My Drum Machine) – e cover stralunate degli Who (My Generation, elettronicalizzata sulla falsariga degli esperimenti di Pop Artificielle, album di Schmidt uscito nel 1999 a nome Lassigue Bendthaus). HD è un vero e proprio manifesto: una dichiarazione d’amore verso quelle macchine che rendono possibile la trasmutazione degli impulsi elettrici in musica, e una dichiarazione di intenti, sia politica (la critica dell’imperialismo post-capitalistico di Empty e Stop (Imperialist Pop)), che estetica (“un lavoro spirituale, musicale e scientifico”, come definito dallo stesso autore).

L’EP “Ich bin meine maschine remixed”, pubblicato il 30 gennaio 2014 sempre per Raster-Noton, allunga il ciclo di vita di HD, prendendone l’ultima traccia e ripresentandola insieme a tre nuove versioni. Il brano originale, impreziosito dagli interventi additivi di Alva Noto (Carsten Nicolai, il fondatore della Raster-Noton), rappresenta in HD il momento in cui emerge più chiaramente l’interesse di Atom™ verso la fisica dei suoni (come già nel romantico-elettronico Liedgut del 2009): in esso viene letteralmente esplorato tutto lo spettro sonoro udibile, attraverso cicli in crescendo da 20 fino a 20.000 hertz. Come in un esperimento scientifico, la voce di Schmidt preannuncia la frequenza di rumore bianco che verrà eseguita, ad ogni ciclo aggiungendo la frase “io sono la mia macchina”, diretta citazione-distorsione della kraftwerkiana “io sono una macchina” (con riferimento al cibernetico Heinz Von Foerster). Gli impianti audio sono messi a dura prova (la frase riportata sulla opertina di HD non è un vezzo: “not compatible with mono audio systems, laptop speakers, cell phones or any other inferior reproduction method”), così come gli ascoltatori (le frequenze sotto i 60 hz hanno bisogno di molti decibel per essere percepiti, e solo orecchie giovani o non umane possono udire il suono a 20.000 hz), per un esperienza fisica che nei live show risulta devastante (chi scrive ne è stato testimone diretto al Sonar 2013).

Ognuno dei tre remix contenuti nell’EP evidenzia un lato particolare dell’originale, ma tutti hanno come obiettivo finale i dancefloor dei club di tendenza. Boys Noize (il tedesco Alexander Ridha, super producer electro, già remixatore di lusso per Daft Punk, Chemical Brothers, Scissor Sisters, Justice, Snoop Dogg e tanti altri) è sicuramente meno interessato agli aspetti filosofico-scientifici dell’esplorazione dei limiti dello spettro uditivo, e più al groove: da’ quindi un taglio più vocoderizzato alla voce, butta lì qualche pad più kraftwerkiano, e il tutto diventa più malleabile e danzereccio. Il più raffinato Function (all’anagrafe David Sumner, per molto tempo l’unico americano nel catalogo di nicchia industrial-techno dell’etichetta di culto Downwards, coprotagonista con Regis del progetto Portion Reform, poi agitatore della sublabel Sandwell District) smonta e ricostruisce Ich bin… cogliendone il versante più cupamente techno, aggiungendo sibili e altri rumori per una versione pronta per essere suonata al Berghain di Berlino. La rivisitazione dello stesso Uwe Schmidt (sotto l’autoesplicativo nome Linear) lavora più sul lato minimal, esasperando gli aspetti ipnotici dell’originale: su un tappeto di frequenze bassissime si sviluppano glitch in banda super tweeter, per un risultato finale squadrato e seducente.

 

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Ich Bin Meine Maschine (Boys Noize Remix)
  • 2 · Ich Bin Meine Maschine (Linear Remix)
  • 3 · Ich Bin Meine Maschine (Function Remix)
  • 4 · Ich Bin Meine Maschine (Album Version)

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