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Recensioni | Pubblicato il 13 settembre 2013

London-Grammar-If-You-Wait

London Grammar

If You Wait

Genere: Art Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Metal & Dust Recordings

Servizio di:

In principio fu “Hey Now”, brano dal sottile ma intenso crescendo emotivo, a far parlare di questo giovane trio, formatosi a seguito dell’incontro alla Nottingham University fra la cantante Hannah Reid e il chitarrista Dan Rothman, ai quali successivamente si aggiunge il multistrumentista Dot Major. Il numero di ascolti in Rete cresce in fretta, e dopo la rituale gavetta nei pub il grande salto arriva col primo 7’’, ‘Metal & Dust’, che di fatto li porta ad essere al centro dell’attenzione, tanto che un altro progetto emergente della scena inglese, i Disclosure, chiama all’opera Hannah per impreziosire, con una splendida performance vocale, uno dei pezzi migliori del disco d’esordio ovvero “Help Me Lose My Mind”.

Ed è proprio la sua voce l’elemento attorno al quale si snoda la proposta musicale dei London Grammar, voce che riprende la malinconia tanto cara a Tracey Thorn senza però disdegnare le ampiezze in chiave soul di una Florence Welch. “Wasting My Young Years”, il secondo singolo, evidenzia queste affinità meglio di ogni altro pezzo, episodio struggente attraversato da un dolce intreccio strumentale su cui si estende il cantato intimista della Reid. Manco a dirlo, un altro successo. Il resto dell’album si mantiene su queste coordinate senza mai dare l’impressione che manchino le idee: emerge la bella “Stay Awake”, voce a dominare il ritmico avvicendarsi di chitarra e piano con synth e archi sullo sfondo, non è da meno la catarsi di “Strong” – brano-summa delle anime del discocosì come la discesa introspettiva della successiva “Nightcall”, cover in chiave notturna del brano di Kavinsky (utilizzato a suo tempo per il film ‘Drive’ di Nicolas Winding Refn).

Completano la seconda parte l’etereo tappeto acustico di “Interlude” e i guizzi etno di “Flickers”, ad arricchire uno spettro sonoro caratterizzato da un’intarsiatura elegante e ben calibrata secondo gli umori della situazione. Ponte eccellente per la title-track, posta in chiusura, una sorta di ascesa ancora una volta su ali sinfoniche: i London Grammar si congedano così, nel segno di un debutto quanto mai azzeccato nonché colonna sonora perfetta per quanti volessero aggiungere alla propria playlist della musica che ben si sposa coi colori di un autunno ormai alle porte.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Hey Now
  • 2 · Stay Awake
  • 3 · Shyer
  • 4 · Wasting My Young Years
  • 5 · Sights
  • 6 · Strong
  • 7 · Nightcall
  • 8 · Metal & Dust
  • 9 · Interlude (Live)
  • 10 · Flickers
  • 11 · If You Wait

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