Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 25 settembre 2013

moderat II

Moderat

II

Genere: Electro

Anno: 2013

Casa Discografica: Monkeytown

Servizio di:

Modeselektor+Apparat=Moderat. Entrambi tedeschi, entrambi stilosi produttori di musica elettronica, da una parte il duo Szary-Bronsert, figlio della scena electro berlinese e innovatore attraverso soluzioni bizzarre e sorprendenti. L’altro, Sasha Ring, producer dai mille volti, testardo e attivo riformatore del suono sintetico, prodigo di performance esaltanti come di tiepidi rimbalzi. Insieme, però, dopo quattro anni dall’eccellente esordio, riescono a bissare piuttosto bene concedendo un lavoro intelligente, molto equilibrato – meglio però dove c’è lo zampino del duo – adatto sia al movimento del corpo che del cervello.

Bellissimo, sarà tra i singoli di questo 2013, “Bad Kingdom”, all’inizio dell’album – dopo l’intro emozionante quanto breve di “The Mark” – che però non dà esattamente il mood dello score successivo, che è invece piuttosto variegato se non addirittura discontinuo. Interessante “Variations” che unisce uk garage a sensazioni quasi nu-new age, meno coinvolgente il successivo “Let in the Light” che vuol essere soul-step ma annega in una normalità nosiosa; “Milk” rallenta la techno classica (tedesca) in 10 minuti minimal impact dove “Therapy” invece è il materico solleticare di post-dubstep in avanzato stato di rieducazione.

Gita”, assieme al vocalizzo struggente di Sasha, ci riporta nel terreno fertile della vocazione deutsche all’uso delle macchine per sedurre ed emozionare. Dopo l’interludio ipertrofico “Cloudel” c’è l’altro capolavoro: “Ilona” è un’idea di transito tecnologico diffusamente avantgarde, spigoloso quanto basta, tuttavia esemplificatore del corso che dovrebbe avere in futuro questo suono. “Damage Done” ritorna sull’emotivo e sul drammatico senza essere lacrimevole, pop raffinato, discreto quanto efficace; la coda finale di “This Time” è colonna sonora space-vintage e (ancora) nu-age, in verità buono ma un tantino stucchevole. Lavoro riuscito, ma con qualche caduta – che forse si poteva evitare – di fatto però funziona e funzionerà piuttosto bene, i tempi sono maturi per questa “musica elettronica” che fino a qualche anno fa invece era appannaggio di pochi.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · The Mark (Interlude)
  • 2 · Bad Kingdom
  • 3 · Versions
  • 4 · Let in the Light
  • 5 · Milk
  • 6 · Therapy
  • 7 · Gita
  • 8 · Clouded (Interlude)
  • 9 · Ilona
  • 10 · Damage Done
  • 11 · This Time

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi