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Reloaded - Speciali e Monografie | Pubblicato il 10 dicembre 2013

“This ain’t no Mudd Club or CBGB / I ain’t got time for that now”
Talking Heads, Life During Wartime, 1979

 “Soltanto il caso è all’origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera”
Jacques Modod, Il caso e la necessità, 1970

Oggi 40 anni fa, il 10 dicembre 1973, al 313 Bowery di Bleecker Street, nella Lower East Side di Manhattan veniva inaugurato il CBGB, uno dei locali più famosi della storia del rock, sicuramente il più citato e celebrato se si parla di punk e new wave USA, e uno dei tanti monumenti al caso come motore principale degli eventi della vita, l’universo e tutto quanto.

l'esterno del CBGB, uno dei luoghi più fotografati della storia del rock

l’esterno del CBGB, uno dei luoghi più fotografati della storia del rock

 

Solo il caso può spiegare infatti come un bar aperto in una delle aree allora più degradate di New York, con un tavolo da biliardo e un palco pensato per ospitare concerti di folk-country, la musica preferita dal proprietario Hilly Kristal (CBGB è infatti l’acronimo di Country Blue-Grass & Blues, a cui solo successivamente Kristal aggiunse “OMFUG”, per allargare e prendere in considerazione “Other Music For Uplifting Gourmandizers”), sia diventato uno dei luoghi simbolo del punk rock, oggetto di compilation celebrative, libri, fumetti, documentari, gadgettistica varia, pellegrinaggi turistici ed esagerazioni semplicistiche (“il luogo di nascita del punk”, nientemeno!).

La svolta nella storia del CBGB comincia domenica 31 marzo 1974 quando Kristal, non avendo nulla da perdere, accetta di far esibire nella serata morta della settimana i Television, secondo la formula “play for the door” (gli avventori pagano un piccolo fee d’ingresso, che va alla band, e il locale si tiene gli incassi del bar). Da lì in poi, gradualmente, comincia a prendere forma una nuova “scena musicale” che vede coinvolte tante band tra cui spiccano i Ramones, legati a doppio filo al club al punto tale da diventarne praticamente il resident group (a partire dal loro primo concerto lì, il 16 agosto 1974), il Patty Smith Group, i Blondie di Debbie Harry, i Modern Lovers, i Talking Heads. Questa prima fase, fondamentale per la creazione del mito del CBGB, culmina nell’estate del 1975 con il “Rock Festival Top 40 New York Unrecorded Rock Talent” che ebbe ampia risonanza sulla stampa specializzata e portò il locale al centro dell’attenzione mediatica.

David Byrne ha sempre considerato il CBGB come elemento fondamentale per lo sviluppo del progetto delle Teste Parlanti. Il gruppo provava in un loft vicino, e la loro prima esibizione nel music bar (nella formazione in trio Byrne-Frantz-Weymouth, prima di reclutare il “Modern Lover” Jerry Harrison) avvenne come band di apertura di un concerto dei Ramones il 20 giugno 1975. Nel suo magistrale libro How Music Works (Come funziona la musica, pubblicato quest’anno in Italia da Bompiani), basato sul concetto che la musica, come tutte le arti, è determinata principalmente dal contesto (l’ambiente, il momento storico, lo sviluppo della tecnologia), Byrne si sofferma sulle ragioni del successo del CBGB, mettendo nero su bianco le regole che a suo dire permettono di creare una scena musicale:

1. ci deve essere un locale delle giuste dimensioni e nella giusta location nel quale poter presentare nuovo materiale;
2. agli artisti deve essere concesso di suonare il loro materiale originale;
3. i musicisti devono poter entrare gratis nelle serate in cui non suonano (e magari avere anche la birra gratis);
4. ci deve essere un “senso di alienazione” dalla scena musicale prevalente;
5. gli affitti devono essere – e rimanere – bassi;
6. le band devono essere pagate il giusto;
7. deve essere incoraggiata una certa “trasparenza sociale”;
8. quando necessario, deve essere possibile ignorare la band che sta suonando.

Anche qui, come in tutte le ricostruzioni storico-agiografiche, e in quasi tutte le razionalizzazioni ex-post, ciò a cui viene data poca o nessuna considerazione è spesso l’ingrediente principale della ricetta: il caso.

Il CBGB si è trovato a godere delle conseguenze imprevedibili delle dinamiche sociali del successo, dove un minimo vantaggio casuale può far determinare risultati sproporzionati in termini di visibilità: chi vince (l’attenzione mediatica) prende tutto. Il CBGB non solo non è stato “il luogo di nascita del punk”, ma non è stato neppure il primo, né l’unico, né il più importante locale “alternativo” di Manhattan. Una delle circostanze fortuite che hanno determinato il successo del CBGB è stato il crollo nell’agosto del ’73 del Mercer Arts Center, che da circa un anno rappresentava il vero epicentro dell’underground artistico e musicale newyorkese, ospitando gli/le New York Dolls come resident band e i primi show dei seminali Suicide (la prima band a definirsi “punk” nei flyer dei loro concerti). Il CBGB, insieme al Max’s Kansas City (al 213 di Park Avenue South), divenne quindi uno dei nuovi spazi necessari affinché i gruppi del Mercer potessero continuare ad esibirsi (i Suicide alternavano i loro concerti tra i due locali, gli/le New York Dolls invece suonarono al CBGB come tali solo nel 2006, ormai scoppiati, in un’incarnazione che della formazione originaria vedeva solo David Johansen e Sylvain Sylvain). Il CBGB non può neppure vantarsi di essere il locale newyorkese in cui hanno debuttato né i Television (il loro primo concerto si è svolto il 2 marzo 1974 al Townhouse Theatre) né i Ramones (30 marzo 1974 ai Performance Studios, ancora come trio).

Insomma: il CBGB è stato solo la punta di un iceberg, neanche troppo sommerso. Anche nella famosa citazione nel testo di “Life During Wartime” dei Talking Heads il CBGB viene citato insieme ad un altro locale di Manhattan oggi assolutamente meno ricordato: il Mudd Club, aperto nel ‘78 e fino al 1983 importante spazio antagonista/antidoto allo Studio 54.

Hilly Kristal ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto (Manhattan, New York, centro magnetico di aggregazione) al momento giusto (l’emergere e lo sviluppo – anche in termini di mercato discografico – di una strada alternativa al mainstream ormai scivolante sulle due chine dell’Adult Oriented Rock e della Disco). Il caso, dunque, e la necessità: la necessità per tante band di esprimersi di fronte ad un pubblico che condividesse l’insoddisfazione (Byrne parla di “alienazione”) nei confronti dell’offerta musicale dominante, la necessità di crescita dell’industria musicale alla ricerca di nuove nicchie di giovani consumatori.

Il CBGB ha avuto vita lunga, particolarmente in una piazza molto competitiva e ad alto tasso di fallimento come quella newyorkese. Anche in questo senso la fortuna è fondamentale, ma la perseveranza aiuta. Malgrado i soldi persi con la realizzazione della doppia compilation del 1976 Live at CBGB’s (che scontava giù la perdita di tutte le fondamentali band della prima fase, che avevano firmato per altre case discografiche), Kristal continuò a lavorare per mantenere in auge il suo locale, offrendo quindi spazio per le successive ondate di nuovi nomi in cerca di gloria a New York (i Dictators ma anche i Dead Boys,i Pere Ubu ma anche i B52’s, i Cramps ma anche i Sonic Youth) e nuove tendenze (il fenomeno No Wave della fine degli anni settanta, l’hardcore e il metalcore dei primi anni ottanta, i Bad Brains, i primi Beastie Boys…). Dal ’90 in poi il declino fu però continuo.

In occasione del concerto finale di chiusura del locale (15 ottobre 2006), Patty Smith pontificò: “CBGB is a state of mind”. Più prosaicamente, il CBGB era e rimane un grande brand nato e sviluppatosi per caso: una scorciatoia mentale per etichettare esperienze davvero eterogenee di musica alternativa, un titolo d’effetto per nostalgiche,“retromaniache” playlist.

Il marchio è sopravissuto al locale (che chiude nel 2006 per motivi di affitto, ma che già da anni era ormai diventato un monumento alla memoria) e al suo proprietario (Kristal muore nel 2007): nel 2010 nasce la “CBGB Radio”, dal 2012 denomina il festival più grande di New York, nell’ottobre scorso è uscito in America il lungometraggio “CBGB”, con scarsissimi risultati al botteghino e massacrato dalla critica per la sua clamorosa superficialità: basti pensare che tra i protagonisti principali della storia c’è Iggy Pop, che al CBGB non ha mai suonato.

Toilettecbgb

Ora la tenda esterna dell’ingresso del locale è esposta nella lobby della Rock & Roll Hall of Fame di Cleveland, mentre all’Annex di New York si trova, oltre al registratore di cassa originale e ad altri reperti, il famoso cesso. “Sogno o son desto? In una vetrinetta poco prima della porta dei servizi maschili c’è proprio l’orinatoio del club, con gli adesivi delle band  a coprire la ceramica bianca. «Il bagno del CBGB godeva di una certa reputazione», spiega la targa, sobria ma accurata. Marcel Duchamp incontra la cultura rétro!” (Simon Reynolds, Retromania, 2011).

Tutto normalizzato, tutto disinnescato.

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