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Recensioni | Pubblicato il 19 marzo 2015

copertina

Le Capre a Sonagli

Il Fauno

Genere: folk-blues, rock, psichedelia

Anno: 2015

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Partiamo da un assunto molto semplice: Il Fauno è il secondo disco della band bergamasca Le Capre a Sonagli; 14 tracce per 30 minuti complessivi, fatto già di per sé insolito, ed una serie infinitesimale di contaminazioni sonore. Apparentemente tutto semplice fin qui ma, forse, è molto più difficile dire cosa Il Fauno non è. Innanzitutto non è un disco canonico poiché anche colonna sonora di un mediometraggio omonimo la cui illustrazione, curata dalla “capra” Enrico Brugali e dall’illustratore Dulco Mazzoleni, ha dato vita a quattro suite associate ognuna ad un video specifico e presentato con cadenza regolare dalla band: un disco dove suono ed immagine si scontrano in scabrosità immaginifiche.

Non può dirsi neanche un tipico concept album questa seconda prova de Le Capre a Sonagli, poiché l’impressione che si riceve è quella di un costante cambio d’ambientazione, con tracce che vivono in una propria fugace dimensione: la durata media di ogni brano è di circa 2 minuti su cui si stemperano graffianti suggestioni e metamorfosi soniche in lo-fi. La fascinazione che deriva dall’ascolto de Il Fauno, però, è data dalla sua grande duttilità e dalla fusione di così tante idee e stilemi talvolta in antitesi tra loro: una mole spiazzante di brillanti intuizioni che basterebbero a realizzare almeno un altro paio di dischi. La cura degli arrangiamenti, nonostante il succitato approccio lo-fi, è certosino e denota un’attenzione per la componente cinematografica : dalla psichedelia funky-blues di “Celtic” alle deviazioni tribali di “Ciabalè”, passando per il granitico rock-blues di “Tre e 37”. Il Fauno continua la sua corsa inarrestabile e scivola via sulle incursioni malate di “Demonietto all’organetto” e di “Serpente nello stivale”, che si mescolano alle atmosfere nineties di “Nonno Tom” e all’eclettica “Uhaa!”. Sul finale, Le Capre a Sonagli continuano a sfidare gli abissi dell’inconscio con la ballata ambient-folk “Slow”, che tronca le gambe al ritmo tambureggiante tenuto fin qui dal disco: un episodio a sé stante che riconduce <<dalla padella alla brace>> nella beattosa “Pausa Pranzo”. Gli ultimi istanti de Il Fauno sono un misto di cinismo cantautorale (“Bobby Solo”) e scariche elettro-pop ad altissimo voltaggio (“Goo Porpacuttana“)

Il viaggio nella psiche de Le Capre a Sonagli ha qualcosa di profondamente sinistro ed inafferrabile e l’ impressione che se ne ricava è quella di essere costantemente sulle tracce di un sadico satiro nascosto in boschi luciferini. È un esperimento che trascina in un turbine di suoni, immagini ed allucinazioni: Il Fauno è tutto questo ma molto altro ancora. È un blackout di trenta minuti che riesce a spazzare via tutte le “presunte” novità del panorama nazionale. Consigliato!

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Celtic
  • 2 · Ciabalè
  • 3 · Tre e 37
  • 4 · Demonietto all' organetto
  • 5 · Serpente nello stivale
  • 6 · Giù
  • 7 · Nonno Tom
  • 8 · Uhaa!
  • 9 · Slow
  • 10 · Pausa Pranzo
  • 11 · Anatra
  • 12 · Bobby Solo
  • 13 · Joe
  • 14 · Goo Porpacuttana

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