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Recensioni | Pubblicato il 15 aprile 2013

Andrea Appino Il testamento

Andrea Appino

Il testamento

Genere: Songwriting, Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: La Tempesta

Servizio di:

La Tendenza, leggendo i vari commenti al disco, è il chiedersi se ci fosse davvero bisogno di questo disco solista di Andrea Appino. Forse si. Forse No. Ma non è questo il punto. Il cantante degli Zen Circus ha dato vita al suo progetto solista per portare all’ascoltare qualcosa di più personale, rimarcando la sua dote più importante ovvero la scrittura che viene presentata con l’utilizzo di vari linguaggi musicali e stili. E per questo motivo, nonostante le assonanze con il suo gruppo, il progetto ha motivo di esistere.

Così come il dolore è una sensazione necessaria alla conservazione del nostro corpo, la sofferenza è necessaria alla conservazione della nostra anima (Lev Tolstoj).

Questo disco, intitolato emblematicamente Il Testamento, è una sorta di sfogo , un manifesto di una sofferenza forse repressa, forse già razionalizzata legata ai rapporti, agli equilibri e alle esperienze familiari in relazione al proprio io. Lo stesso Appino ha dichiarato: “E’ la totale liberazione dei miei dolori più profondi, la vera e difficile storia della mia famiglia usata come veicolo per una terapia di gruppo, necessaria e a tratti violenta“. Un approccio, in primis, di tipo personale e in seconda rilettura con una visione sociale tra le righe.

Il Racconto si snoda attraverso testi brillanti e una molteplicità di strutture sonore che vanno dal rock irruento (le distorsioni di “Specchio dell’anima” e la potenza di “Solo gli Stronzi Muoiono“) alle ballate cantautoriale sino ad una leggerezza pop che non scade mai nel manierismo (il power-pop di “Fuoco!” e “Fiume Padre” esprimono bene il concetto). Ad aiutare Appino ci sono Giulio Ragno Favero al mixer ed al basso e Franz Valente alla batteria (Teatro Degli Orrori). Vi sono vari ospiti fra cui Rodrigo d’Erasmo (Afterhours), Marina Rei, Tommaso Novi (I Gatti Mézzi).

L’apertura è solenne con la title-track “Il testamento” (Dedicata a Monicelli e alla sua scelta di vita): l’orchestralizzazione dell’arrangiamento fa emergere quelle strutture pop a cui facevamo riferimento prima. Senza dubbio, un inizio col botto: fra le migliori del disco. La successiva “Che il Lupo cattivo vegli su di te” esprime il lato più ruvido del disco, con un’interpretazione vocale più cupa. Una ninna nanna al contrario che esprime bene il senso della bassezza dell’atteggiamento del giudicare: dormi bel bambino che l’ora è tarda già / nascondi in fondo al cuore la tua diversità / che il lupo cattivo vegli su di te / insieme a tutti gli animali che son tali e quali a te / nella periferia- si svegliano i plebei / che un tempo erano forti e curiosi come noi / invece adesso son figli soltanto della pubblicità.

Il Passaporto” è un intensa ballata specchio di strutture vicine ad cantautorato classico. Aspetto rimarcato ne “I Giorni della Merla” e la bellissima “La Festa Della Liberazione” nella quale Appino raggiunge la vetta come cantastorie. Si riprendono ritmiche leggermente più sostenute in “Questione d’orario” , un brano che esprime la sua cupezza soprattutto nel robusto ritornello e nelle distensioni delle strofe che raccontano una maternità malvista.  Il finale “razionalizzato” è da brividi sulle parole “il treno sbagliato è arrivato in ritardo / ad accoglierlo il maestrale / e l’uomo nero sputa un pezzo di dente / il caffè ancora da finire“.

In “Tre Ponti” , altro brano da segnalare tra i migliori, c’è l’interpretazione vocale più sofferta e a tratti più urlata, la più sentita dell’album. Il disco si chiude con un terzetto che da una visione completa del disco: le introspettive e acustiche “Godi (Adesso che puoi) e “1983″ (che riprende anche le intuizioni pop nella seconda parte) e la violenza di “Schizofrenia”. Le ultime pennellate di un quadro che ha espresso efficacemente, sia esteticamente che concretamente, l’approccio concettuale su quale si basa il disco. Una prima solista da applausi.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Il testamento
  • 2 · Che il lupo cattivo vegli su di te
  • 3 · Passaporto
  • 4 · Specchio dell’anima
  • 5 · Fuoco!
  • 6 · La festa della liberazione
  • 7 · Questione d’orario
  • 8 · Fiume padre
  • 9 · Solo gli stronzi muoiono
  • 10 · I giorni della merla
  • 11 · Tre ponti
  • 12 · Godi (adesso che puoi)
  • 13 · Schizofrenia
  • 14 · 1983

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