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Recensioni | Pubblicato il 10 giugno 2014

Pk cover

Psycho Kinder

Il Tramonto dell'Evidente

Genere: Alt-Songwriting, Minimal-Wave

Anno: 2014

Casa Discografica: Fonetica Meccanica

Servizio di:

Torniamo a parlarvi di uno dei nomi che seguiamo sin dal principio e che è riuscito a raffinare la propria musica dopo ogni uscita: stiamo parlando degli Psycho Kinderprogetto creato e portato avanti dal cantautore marchigiano Alessandro Camilletti con il contributo essenziale di Michele Caserta (chitarre, synth, piatto, mix e master) e altri musicisti quali Luca Barchiesi, Ali Salvioni, Giorgio Mozzicafreddo, Filippo Cappelletti, Cristiano Ballarini. Dopo l’uscita di un ep (Democratiche Ipocrisie) e del singolo L’incomunicabile/L’estasi, è arrivato il primo full-lenght via Fonetica Meccanica. Si intitola Il Tramonto dell’Evidente. 

Un album che risulta il completamento di un percorso notevole e frutto  di un lavoro scrupoloso, di Camiletti e soci, sotto tutti i punti di vista. La scrittura viene ulteriormente solidificata e resta uno dei punti di forza del progetto: dal sociale alla sfera intima il risultato non cambia; l’efficacia del messaggio di ogni brano (e complessivo) passa con un lessico aulico e monumentale,  esteticamente essenziale ma non per questo privo di prontezza espressiva. Il surplus è rappresentato dall’interpretazione che, come abbiamo avuto modo di sottolineare in passato in occasione dell’uscita di L’incomunicabile/L’estasi, amplifica il senso della parola con un vigore e una potenza di significato rafforzati.

Gli arrangiamenti prendono la forma del non genere, nel senso che sarebbe poco onesto (e ingiusto) ridurre il tutto a semplice etichette. Lo dimostra un brano come “Panico” (fra i migliori brani dell’album) che ci fa intuire che dall’ispirazione wave si è radicato un pensiero no-wave. Ci sono delle linee guida che marchiano a fuoco la personalità del sound: la ricercatezza del suono essenziale che eleva le liriche (tratto stilistico che avevamo individuato nel primo brano estratto “Un Vuoto Insostenibile“, più marcati nella early version), le dissonanze che rimbombano ed echeggiano atmosfere industriali e le abrasioni rumoristiche scolpite che supportano il senso dell’opera. E’ proprio la title-track a riassumere perfettamente queste caratteristiche: la base dell’arrangiamento è continuamente ridisegnata e contribuisce a quel senso di soffocamento che il pezzo trasmette.

Quanto detto sinora lo si può notare sin dal breve brano d’apertura “Le decisioni Impossibili“: una linea costante e ruvida che si ripete nell’arco dei 50 secondi sulle parole “Nuova alba/La Placida sofferenza si tinge d’azzurro/Non è la sorte ad alleviare il tormento ma l’enigma:/Gli inconsci ingranaggi delle decisioni impossibili”. E poi c’è la tensione crescente ma diligentemente trattenuta di “Segrete Edificazioni” che ci ricorda il livello tecnico del lavoro.

Un debutto che conferma quanto di buono detto in precedenza e che mostra come la progettualità, alla lunga, dia risultati straordinari: è proprio questo l’aspetto vincente della musica di Alessandro Camilletti; niente è fuori posto, tutti gli aspetti sono connessi tra di loro e contribuiscono alla globalità del progetto. Un disco moderno, che riesce a distinguersi da una contemporaneità livellata, e soprattutto riporta la musica (nella sua complessità) al centro prima di ogni altra cosa.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Le Decisioni Impossibili
  • 2 · L'Incomunicabile
  • 3 · Panico
  • 4 · Segrete Edificazioni
  • 5 · Il Tramonto Dell'Evidente
  • 7 · Un Vuoto Insostenibile
  • 8 · L'Estasi
  • 9 · La Coerenza Della Follia
  • 10 · Un Vuoto Insostenibile (early version)

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