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Recensioni | Pubblicato il 22 maggio 2013

Illusion of Growth

Suez

Illusion of Growth

Genere: Post-Punk, Neofolk, Alt-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Seahorse Recordings, Audioglobe

Servizio di:

L’illusione provoca un senso di dissonanza fra la realtà e quelle che sono le nostre credenze. Le speranze svanite di intere generazioni, quel senso di illusione conseguente sono al centro dei testi del nuovo album dei Suez, intitolato Illusion of Growth.  Un titolo maestoso e inquieto che si rispecchia perfettamente nelle composizioni.

Il quartetto romagnolo è composto da Luigi Battaglia (voce e synth), Ivan Braghittoni (chitarre e synth), Manuel Valeriani (basso) e Marcello Nori (batteria). Questo nuovo album è il secondo full-lenght e arriva a tre anni da Many People Don’t Realize. Quella dissonanza e il senso desolazione è espresso bene nelle strutture post-punk (“Once You“) che dominano il suono. Ma attenzione, il disco costruisce la sua musicalità con elementi che superano i muri della stagnazione del genere: infatti c’è una forte apertura ad atmosfere neofolk (espliciti in “Chains” e “Anything”) che si manifestano sia grazie ad una calibrata composizione (“Bloop“), sia per interpretazioni vocali che leggono bene il senso dell’album che cerca di esprimere una oscurità non manieristica (emblematici i raschi di “Things Don’t Change“, fra i brani più “neri” dell’album) .

Questo approccio è subito evidenziato nella ballata iniziale “10.000 years” che nella sua apparente semplicità si distingue per i leggeri sbalzi ritmici e le piccole incursioni che sfiorano il loop di base. In “Head Bang” la situazione cambia: le ruvidezza si manifesta, la voce non si contiene con convincenti ed efficaci ubriacature, che si sposano benissimo con la solennità e i tocchi esoterici della composizione. Tra i migliori pezzi dell’album.

Un altro aspetto che si apprezza è anche quello di portare una certa modernità che viene fuori in un pezzo come “Boys must cry” che, oltre i soliti riferimenti, introduce quell’impasto vicino alle esaltanti trame alt-rock dei Modest Mouse.  Un altro brano che spicca, e che riprende questo aspetto, è “Lighthouse“: un brano nel quale ancora una volta le alterazioni vocali si incastrano in modo perfetto con la malinconia degli archi, l’inquietudine e le crescenti distorsioni. Queste si trasformeranno in impetuoso rumorismo nel finale di “Once You“.

Un grande lavoro di stile quelli di Suez che aggiungono un tassello importante alla loro identità. Illusion of Growth è un ottimo esempio di come intervenga la creatività compositiva in situazioni di saturazione del genere: contaminazione, tecnica, espressività complessiva determinano la freschezza e la brillantezza del’album.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · 10.000 years
  • 2 · Bloop
  • 3 · Boys must cry
  • 4 · Chains
  • 5 · Lighthouse
  • 6 · Once you
  • 7 · Things don't change
  • 8 · Head Bang
  • 9 · Anything

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