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Recensioni | Pubblicato il 19 settembre 2013

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Sebastian Plano

Impetus

Genere: Neoclassical

Anno: 2013

Casa Discografica: Denovali Records

Servizio di:

Sebastian Plano è un personaggio che incarna perfettamente il ruolo del compositore moderno. Una formazione classica ma che non ha impedito di forgiare la sua musica attraverso una serie di contaminazioni. Il musicista argentino è un multistrumentista talentuoso che si concentra soprattutto su pianoforte, violoncello e percussioni; ma come ha dimostrato per il suo debutto, The Arrhythmical Part of Hearts, è anche evidente il suo interesse nel far confluire l’elettronica.

Denovali Records ha saputo captare il valore di questo musicista e ha prodotto il secondo lavoro intitolato Impetus che esprime il concetto di urgenza sia per le modalità di composizione, sia per il significato concettuale nel volere comunicare senza filtri un determinato stato d’animo o umore. Un grido musicale lungo dieci tracce.

Questo secondo lavoro ha un respiro più acustico e infatti l’elettronica diventa un’essenziale integrazione piuttosto che protagonista. Pensate alla leggerezza di “Blue Loving Serotonin“, contrastata senza resistenza da piccole frustate elettroniche che emergono nella seconda parte del brano (un percorso simile seguirà la rarefatta bonus track “Outside Eyes“); o anche alla fragilità di un brano come “Angels”, privo di contaminazioni telluriche.

Nella title-track potrete notare la portata ambientale del violoncello che viene accompagnata da un’elettronica cristallina e leggera e mai invasiva, e successivamente dall’ingresso di un minimale pianoforte. Un’atmosfera che rapisce completamente l’ascoltatore. Sulle stesse tonalità si mantiene “The World We Live in”: ma il pianoforte è subito protagonista, che procede delicatamente abbracciando il suono malinconico del violoncello; ma successivamente è la svolta ritmica a cambiare la struttura del brano. Una sorta di richiamo alle origini del cantautore, con retaggi e sfumature tipiche del tango.

Sensazione che si ripercuote anche nel tono drammatico di “In Between Worlds II”. “Emotions (Part II) ” è un condensato di eleganza: l’essenzialità del piano inziale, il modo accennato con cui si svillupa il suono del violoncello, le piccole e impercettibili martellate elettroniche. E’ uno dei brani più riusciti dell’album. Non è da meno “All Give to Machinery“, fra i pezzi più toccanti dell’intero lavoro: il tono sommesso della prima parte, i piccoli sobbalzi poetici del violoncello, il cavalleresco ingresso del pianoforte. Una drammaticità teatrale.

Un grande lavoro stilistico quello di Plano: evita di scadere nel virtuosismo classicistico e crea qualcosa a più ampio respiro, dosando con astuzia e diligenza la quantità, la qualità e la profondità degli strumenti all’interno della composizione. Un secondo album che dimostra le potenzialità notevoli dell’argentino. Un nuovo protagonista della scena Neoclassical, intesa nel più ampio senso del termine (e del genere).

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Impetus
  • 2 · The World We Live In
  • 3 · Blue Loving Serotonin
  • 4 · In Between Worlds II
  • 5 · Emotions (Part II)
  • 6 · Angels
  • 7 · All Give to Machinery
  • 8 · Inside Eyes
  • 9 · Outside Eyes (Bonus)
  • 10 · One story of thoughts (Bonus)

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