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Recensioni | Pubblicato il 14 febbraio 2014

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Àsgeir

In The Silence

Genere: alt folk

Anno: 2014

Casa Discografica: One Little Indian

Servizio di:

Nasci in un posto da sogno come l’Islanda, a tenera età decidi di prendere in mano la chitarra e nel giro di qualche mese il tuo album d’esordio schizza in testa alle vendite. Si tratta dell’LP più venduto di ogni epoca nella terra dei ghiacci, superando gente del calibro di Sigur Ros e Bjork. Bastava dirlo subito che eri un predestinato e nessuno avrebbe obiettato. Questa è a grandissime linee la storia di Ásgeir Trausti l’ultima grande promessa della musica islandese.

Dýrð í dauðaþögn, è questo il titolo originale di In The Silence. Il disco nasce, esce nel 2012 ed è cantato esclusivamente in islandese. La fatalità vuole che dalle parti di Reykjavik  John Grant fosse  ormai di casa da alcuni anni. Venuto a conoscenza del successo del giovane artista decide di proporgli la possibilità di rendere il suo lavoro più globale, aiutandolo nella traduzione di Dýrð í dauðaþögn dall’islandese all’inglese. Ecco che nasce In The Silence. Si tratta di una trasposizione quasi fedele all’LP originale, con l’aggiunta in produzione di modernità elettroniche e suoni occidentali, nella quale è evidente lo zampino di Grant.

Il filo conduttore che il 21enne ha creato, dalla prima alla decima ed ultima traccia, è quello di una totale pace dei sensi. Il suono dei dieci pezzi rimane pressoché omogeneo, senza sbalzi sonori degni di nota, senza eccessive variazioni mantenendo comunque uno stile ben preciso. Stiamo parlando di un folk melodico di ampio respiro; il suono delicato e l’affascinante voce di Ásgeir vengono arrangiate con classe assoluta.

Il tappeto armonico di “Higher” apre il disco; se l’ogni presente chitarra acustica è il fulcro di ogni traccia, è il malinconico falsetto del giovane islandese ad erigere le fondamenta dell’album. Il paragone con Justin Vernon è inevitabile; siamo di fronte all’artista che con la sua costante armonizzazione vocale si avvicina maggiormente al nativo del Wisconsin. Un cantato che però non disturba o scomoda il ben più famoso artista americano, ma crea quella giusta atmosfera di intima leggerezza, andando a formare un’avvolgente coperta che ripara e riscalda tutto il lavoro. “King & Cross” segue il modello del folk americano assieme a “Was There Nothing”, una ballata introspettiva capace di rapire chiunque. Non mancano piccoli incidenti di percorso come nella ritmata ma eccessivamente stratificata “Torrent” e nella titletrack fin troppo scontata ed ingenua. L’utilizzo di elementi elettronici rendono “Going Home”, fredda e scura e l’interessante “Hide Your Head In The Snow”, le tracce di maggior spessore del disco.

Che Ásgeir sia un talento è indiscusso e che In The Silence abbia qualche pecca è altrettanto evidente. La giovanissima età è però dalla sua parte e la capacità di riuscire a far emozionare con estrema semplicità lo proietterà sicuramente tra i grandi della musica dei prossimi anni.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Higher
  • 2 · In The Silence
  • 3 · Summer Guest
  • 4 · King And Cross
  • 5 · Was There Nothing?
  • 6 · Torrent
  • 7 · Going Home
  • 8 · Head In The Snow
  • 9 · In Harmony
  • 10 · On Thed Day

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