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Indovina Chi Viene a Cena | Pubblicato il 22 gennaio 2015

Indovina chi viene a cena è la rubrica “gemella” di AMAReCORD. Attraverso quest’ultima, chiediamo ai musicisti di raccontare il disco di un altro artista o gruppo (del passato o contemporaneo). Con questo nuovo spazio allarghiamo il cerchio: chiediamo a scrittori, giornalisti professionisti, registi, fotografi e artisti di raccontarci un disco, un libro, un film o un’opera artistica. L’intenzione, come per AMAReCORD, è quella di creare una piccola raccolta di brevi racconti scritti per conoscere realtà o aspetti dei vari campi dell’arte condivisi dai nostri ospiti.

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Il quarto ospite è Lucio Laugelli, giovane regista e giornalista di cui vi abbiamo presentato alcuni cortometraggi. Laureato a pieni voti al Dams di Bologna, si è poi specializzato alla Iulm di Milano. Ha fondato e dirige una rivista on-line ed omonima associazione culturale, Paper Street. Dal 2009 gira audiovisivi: con Stan Wood Studio (collettivo di creativi) firma i lavori commerciali, con Middle Crossing (casa di produzione indipendente) quelli artistici. Dal 2010 è giornalista pubblicista. Nel 2012 inizia a collaborare, come videomaker, con lo Studio Prodesign di Sergio Pappalettera. Nel 2014 scrive, gira e monta il suo primo film con budget: “Ancora cinque minuti” e fa da art director nel progetto fotografico “Spacciatori di punti di domanda“: entrambi i lavori gli danno visibilità nazionale conquistando le pagine di Panorama, Wired, Rolling Stone, Il Fatto Quotidiano e La Stampa.

Nebraska - Locandina

Lucio Laugelli racconta Nebraska di Alexander Payne (2013). Ecco le sue parole:

C’è un film che, più di tanti altri, mi ha colpito ed emozionato negli ultimi anni: si intitola, semplicemente, Nebraska ed è diretto da un regista che ci ha abituato a grandi prove, Alexander Payne.

L’attore protagonista è Bruce Dern, affiancato da Will Forte.

Nebraska, è uscito nel 2013, presentato alla 66° edizione del Festival di Cannes, è sostenuto da una messa in scena estremamente sobria, lineare, pulita con un bianco e nero che asciuga ancora di più questo lungometraggio distribuito in Italia dalla Lucky Red.

La storia: Dern interpreta un vecchio padre di famiglia (rimbambito da una vita in balia di grandi quantità d’alcol) che crede di aver vinto alla lotteria: decide quindi di andare (a piedi) dal Montana, dove vive, al Nebraska, dove dovrebbe ritirare il premio. Il figlio cerca di spiegargli che non ha vinto proprio nulla (si tratta solo di una pubblicità fuorviante, subdola che si approfitta proprio della gente anziana o, in generale, poco avveduta) ma non ci riesce: parte quindi con lui per accompagnarlo in un viaggio che diventa l’occasione per rivivere (attraverso gli incontri, i luoghi, i ricordi) la storia di una famiglia americana. Una storia come tante.

La forza di Nebraska sta proprio in questo: non c’è nulla di eccezionale, di particolare, nel racconto di Payne (sceneggiato da Bob Nelson): solo un nucleo di persone che ha trascorso la propria vita come meglio poteva e, sullo sfondo: locali, cucine in formica, motel che si dimenticano in fretta, ranch in mezzo al nulla.

Chiudo con una citazione che mi sembra calzante:“Ricevi con semplicità tutto ciò che ti accade”; ecco Nebraska è un film potente, una storia che rimane negli occhi di chi guarda, nonostante la sua estrema semplicità…che è sempre più complicata da afferrare al cinema.

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