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Recensioni | Pubblicato il 30 luglio 2013

Cristiano Bocci

Cristiano Bocci

Instruments

Genere: Elettronica, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Acustronica Netlabel

Servizio di:

L’esplorazione del suono, la ricerca di sfumature nascoste, la scomposizione e la rielaborazione. Sono tutte operazioni che si riversano nell’arte della sperimentazione. Cristiano Bocci ha realizzato qualcosa che probabilmente va oltre il concetto di avanguardismo.

Il Musicista di Grosseto, classe 1975, ha una formazione musicale di stampo classico e solo in un secondo momento ha sviluppato interesse per la musica avantgarde. Ed è stata proprio la consocenza profonda degli strumenti che gli ha permesso di realizzare questo grande progetto chiamato Instruments. Ecco cosa dice a proposito dell’album: “Tempo fa chiesi a degli amici musicisti di inviarmi delle registrazioni improvvisate “liberamente”, senza cioè imporre loro alcuna restrizione di tempo, né regola alcuna sui contenuti e sulle modalità esecutive, se non l’indicazione di essere solistiche e strumentali. Queste tracce sono stati gli unici elementi che mi sono concesso per iniziare un percorso creativo: le ho analizzate, scomposte, alterate e, talvolta, quasi distrutte, al fine di ottenere una mia tavolozza acustica, allo stesso modo di come un pittore ottiene nuove e diverse tonalità cromatiche partendo soltanto da pochi colori primari. Questo è il risultato del mio lavoro: una serie di quadri sonori, un brano per ogni tipologia di strumento. Questo è Instruments.”.

Il musicista toscano fa suo ogni brano, facendo emergere una globalità omogenea ed esaltando il lavoro minuzioso di rielaborazione. Un suono tendenzialmente oscuro come dimostra lo strato rumoristico dell’iniziale “Old Memories“, emblema della tecnica di scomposizione (in questo caso del pianoforte di Giacomo del Pra). Un approccio totale che non conosce limiti di estensione.

SI presentano anche forme ambientali oscure come accade in “The elephants’ March” (clarinetto basso di Francesco Diodato) e nella tensione di “Talking Friends“(basso elettrico di Marco Fagioli and Luca Girotti) e forme abrasive come avviene nella crescita di “Bondhausen” (sax tenore di Tobia Bondesan). E poi ci sono momenti in cui l’astrazione tocca il culmine e mette in campo tutta la vena creativa dell’artista toscano (“Moogmathics 2.o“, la visionaria “Night in Petriccio“).

Tra i brani più interessanti c’è sicuramente “B Plus B“, evocativa e tenebrosa allo stesso tempo: è un brano nel quale si può ammirare le capacità modellanti dell’artista, per quanto riguarda l’impostazione espositiva all’interno del brano della fisarmonica di Emanuele Bocci. Straordinario è anche il diradamento rumoristico di “Somebody is knocking on my door” (batteria di Michele Bianconi e Dario Pagani). E lo strato noise è una costante e spesso viaggia di pari passo con lo strumento: la tromba di Emiliano Nencioni in “Coconut biscuits for a young malamute” è il manifesto di questo aspetto.

Un’impresa davvero maestosa: Cristiano Bocci ha saputo concretizzare l’idea di cucire personalmente tessuti altrui e spesso rendendo quasi impossibile riconoscere la materia prima. Ed è proprio questa la forza dell’album ovvero l’elevata originalità e forza espressiva che sprigiona ogni composizione. Un’esperienza, più che un disco.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Old Memories
  • 2 · Night in Petriccio
  • 3 · 31 Waves for Sara
  • 4 · The elephants' March
  • 5 · B Plus B
  • 6 · Somebody is knocking on my door
  • 7 · Bondhausen
  • 8 · Moogmathics 2.0
  • 9 · Talking Friends
  • 10 · Bows & Love
  • 11 · Coconut biscuits for a young malamute

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