Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 17 ottobre 2013

Glasser

Glasser

Interiors

Genere: Elettronica, Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: True Panther

Servizio di:

Insieme ad Anna Calvi, era uno dei ritorni più attesi considerato il prodigioso album di debutto. Stiamo parlando di Glasser, pseudonimo della cantautrice statunitense Cameron Mesirow. Con Ring aveva dimostrato il suo grande talento, vocale e da multi-strumentista, canalizzando l’elettronica in ambiti inusuali. 

A tre anni da quel lavoro, ritorna con un nuovo album intitolato Interiors. In questi tre anni il trasferimento, dalla California a New York, ha contribuito molto alla realizzazione di questo disco. Infatti Interiors è ispirato al libro ‘Delirious New York’ di Rem Koolhaas, opera nel quale si approfondiva le modalità di sviluppo della metropoli americana dal punto di vista urbanisrico e non solo. Cameron ricama, sopra questi temi, una metafora che riporta ai contrasti dell’animo umano.

Musicalmente parlando, la cantautrice statunitense cambia prospettiva nell’uso dell’elettronica sfruttando sempre le sue grandi doti vocali: mentre nel primo album l’aspetto elettronico funge solo da connettore (soprattutto per la creazione di certe atmosfere, come succede in “Landscape“), in questo nuovo lavoro sdoppia la sua natura e in connessione con gli altri strumenti (percussioni in primis che trovano una nuova collocazione) da maggiore consistenza a pezzi ritmicamente più sostenuti (lo sviluppo graduale di “Exposure” e “New Year“); ma è da notificare la natura melodica avanzata che alcuni suoi pezzi respirano. “Keam Theme” lo dimostra in un’ottica danzereccia e “Dissect” in una prospettiva più moderata.

L’inizio ‘soft’ di “Shape” fa da anello di congiuntura e infatti il brano con il passare dei secondi esplora ritmi più insistenti e quasi “bastardi” con il solito approccio duale. Questo tipo di sensazione si impone in maniera più decisa nell’altro singolo “Design”  o nella nevrosi ritmica condizionata di “Forge“.

Non svanisce, naturalmente, il suo lato sperimentale che viene fuori nella vocalità e l’arrangiamento di “Window I“, i piccoli “disturbi’ dell’eterea “Window III” e la destrutturazione meticolosa e sofisticata di “Window II“. La traccia finale “Divide” mette in mostra un suo avvicinamento, presente di striscio, al Future Sound.

Non si può dire che questo Interiors sia altrettanto sorprendente come il debutto ma conferma sicuramente le doti dell’artista californiana, il suo modo di costruire il suono e di dare tridimensionalità alla sua interiorità. Una leggera evoluzione orizzontale rispetto a Ring che ha prodotto un album colmo di spunti per eventuali sviluppi futuri del suo sound. Una piacevole certezza del panorama musicale contemporaneo.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Shape
  • 2 · Design
  • 3 · Landscape
  • 4 · Forge
  • 5 · Window I
  • 6 · Keam Theme
  • 7 · Exposure
  • 8 · Dissect
  • 9 · Window III
  • 10 · Window II
  • 11 · New Year
  • 12 · Divide

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi