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Interviste | Pubblicato il 20 aprile 2015

Vi avevamo presentato il nuovo singolo degli Psycho Kinder, a un anno dall’uscita del primo full-lenght Il Tramonto dell’Evidente. Si intitola Vivo e Invisibile/Nel Caos dell’Ecumene. Musiche di Ali Salvioni, mixaggio e mastering di Michele Caserta.

I due brani mettono in evidenza, per l’ennesima volta, le capacità e l’eleganza di scrittura di Alessandro Camilletti che dimostra di saper intrecciare la trama introspettiva con la riflessione sociale. “Vivo ed Invisibile” è caratterizzato da un suono tendenzialmente essenziale ma colmo di tribolazione e tensione. “Nel Caos dell’Ecumene” amplifica questa sensazione con rumorismi silenziosi e tuonanti; riflesso dell’integrità di un progetto che continua a seguire un percorso che rafforza la connotazione stilistica.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro Camilletti per approfondire le novità riguardanti il progetto. cover new E’ passato un anno dall’album di debutto. Una lunga pausa e adesso il nuovo singolo. Qual’è stata la maggiore fonte di ispirazione di questi due brani? “Vivo e invisibile” e “Nel caos dell’ecumene”, scritti entrambi la scorsa estate, sono brani complementari. Il primo riguarda il mio vissuto, l’altro la mia visione dell’esistenza. Questo singolo è quindi una sorta di mini-concept dove anche la grafica gioca, come nelle vecchie produzioni, un ruolo importante. Essendo molto personali, non riesco a scorgere nelle liriche una precisa fonte di ispirazione. Certamente il mio pensiero trova in alcuni autori (da Massimo Fini a Franco Battiato, da Giuseppe Ungaretti a Emanuele Severino) un porto sicuro, un rifugio dalle aberrazioni odierne che ormai stiamo dando per scontate.

Potremmo definire il progetto Psycho Kinder “Un’esperienza collettiva all’interno di un progetto solista”. Ti sei occupato di Testi e della parte vocale, Ali Savioni delle musiche e Michele Caserta del Mixaggio e del Mastering. Come sono le dinamiche di composizione in relazione alla tua scrittura? Con Ali, che abita a Zurigo, abbiamo lavorato a distanza ed è stato un vero piacere. Dalla prima collaborazione avvenuta con “Un vuoto insostenibile” si è instaurato un bel feeling che ha reso tutto molto semplice. Stesso discorso per Michele, con cui collaboro ormai da quasi cinque anni. Entrambi sono professionisti preparatissimi e persone estremamente piacevoli con cui non occorrono troppe spiegazioni.

“Vivo e invisibile” è accompagnato dal visual di Luca Barchiesi. Cosa mi puoi dire a proposito del video in relazione al brano? Sono molto soddisfatto del risultato finale. Luca ha fatto un lavoro straordinario valorizzando l’intensità e la tensione del pezzo con l’utilizzo del bianco e nero e di inquadrature molto interessanti, senza dover ricorrere a particolari effetti speciali. Penso che il brano arrivi nudo e crudo così come è stato concepito.

Immagino che questo nuovo singolo sia l’inizio del percorso verso un nuovo ep o full-lenght. Hai già un’idea sull’evoluzione del progetto o al momento si tratta di un episodio lampo? Qual è la tua visione del progetto in questo momento? Non avendo vincoli o impegni da rispettare, mi prendo sempre la massima libertà su tempi e formati. Attualmente ho una mezza dozzina di liriche pronte ma sono anche tentato dall’idea di far rivisitare o remixare alcuni brani chiave della nostra produzione da artisti che stimo e con cui ci sono affinità. Un’idea che è nata da una proposta molto interessante e su cui sto ragionando.

Recentemente Franco Battiato ha compiuto 70 anni. Un artista che rientra tra le tue influenze musicali. Cosa ti ha insegnato la sua musica e come ti ha influenzato? Franco Battiato è a mio avviso l’artista che ha influenzato più di ogni altro la musica alternativa o il pop più raffinato in Italia negli ultimi 40 anni. Nessuno per me è riuscito a raggiungere i suoi livelli. “E ti vengo a cercare” e “L’ombra della luce” sono testi insuperabili così come le provocazioni di “Up patriots to arms”. Per non parlare del suo primo periodo sperimentale. Poesia, filosofia, spiritualità, musica. Battiato è tutto questo e averlo “scoperto” in tenera età (mio padre aveva le cassette di “Patriots” e “La voce del padrone”) è stata una benedizione.

Domanda di rito: cosa hai ascoltato recentemente che ti ha colpito e che consiglieresti ai nostri lettori? Penso che “Pom Pom” di Ariel Pink sia stato un disco strepitoso, il migliore del 2014. Tra le altre novità consiglio vivamente “Love Will Prevail” dei Cult Of Youth, “Divide and Exit” e la raccolta “Chubbed Up +” degli Sleaford Mods, gruppo di cui avevamo proprio bisogno, un salutare schiaffo alle tante (troppe) insulse stupidaggini tardo-adolescenziali indie che imperversano. Sul versante mainstream ho ascoltato con piacere il nuovo disco di Noel Gallagher che trovo molto più maturo e raffinato rispetto agli ultimi Oasis o ai suoi lavori precedenti. In Italia invece l’album che nell’ultimo periodo mi ha segnato è stato “Vdb23/Nulla è andato perso” di Maroccolo e del compianto Rocchi, davvero intenso.

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